Marciapiedi come giungle a Roma, il Comune striglia i Municipi. «Avviate subito gli sfalci»

I minisindaci dovrebbero far partire gli affidamenti per le opere di pulizia: ritardi e polemiche

Marciapiedi come giungle a Roma, il Comune striglia i Municipi. «Avviate subito gli sfalci»
di Francesco Pacifico e Giampiero Valenza
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Sabato 28 Maggio 2022, 07:06 - Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 09:16

I marciapiedi della Capitale sembrano giardini spontanei: erbacce, cespugli alti anche mezzo metro, persino arbusti che hanno l'ambizione di diventare alberelli. Una piccola giungla che spesso si allarga e si estende anche agli spartitraffico o alle buche sulle carreggiate. Il tutto mentre monta l'ira dei cittadini, che stanno riempiendo i social di foto delle loro vie sempre più preda del degrado. In Centro come nelle periferie. Immagini non sfuggite neppure all'amministrazione comunale. Che a metà settimana - con il capo di gabinetto, Albino Ruberti e un delegato dell'assessore all'Ambiente, Sabrina Alfonsi - ha convocato i presidenti dei Municipi per avviare le azioni di diserbo. Anche perché, in Campidoglio, hanno scoperto che solo 5 ex circoscrizioni su 15 hanno iniziato le operazioni.

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LO STOP
A Roma le attività di diserbo sono di fatto ferme da fine 2020, quando l'ex giunta di Raggi decise di eliminare dai compiti dell'Ama l'estirpazione delle erbacce. E girò questa mansione ai Municipi per la viabilità di loro competenza. Parallelamente il bando per il diserbo delle strade di grande viabilità - un accordo quadro da quasi 18 milioni di euro - è partito solo a fine consiliatura e verrà affidato alle ditte non prima di giugno. Vista la situazione, a inizio anno, il Comune aveva deciso di anticipare ai Municipi una parte dei fondi necessari, in totale 3 milioni, per il diserbo. Ma soltanto in pochi si sono mossi. Una situazione che ha spinto Ruberti e lo staff dell'Alfonsi a convocare i presidenti e imporre loro un'accelerata. In attesa dell'accordo quadro, il Campidoglio ha infatti chiesto ai minisindaci di fare affidamenti o minigare ponte. Invece, per quanto riguarda le opere più complesse, sono state messi in campo il servizio giardini e le ditte reclutate per l'appalto del verde orizzontale, quello per lo sfalcio di aiuole e parchi. In quest'ottica, per esempio, nei giorni scorsi sono partiti i primi interventi per ripulire la tangenziale. Spiega l'assessore Alfonsi: «Stiamo lavorando per risolvere una situazione complicata a causa del mancato avvio del farraginoso appalto triennale impostato dalla precedente amministrazione. Il dipartimento Tutela ambientale sta facendo il possibile agendo in supplenza con 24 squadre, che tutti i giorni si dedicano esclusivamente al diserbo dei marciapiedi di Roma».

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Come detto soltanto cinque Municipi si sono mossi nella direzione auspicata da Palazzo Senatorio. Dal I racconta la presidente Lorenza Bonaccorsi: «Abbiamo fatto un piccolo accordo ponte: man mano che con Ama lanciamo le pulizia straordinarie nelle principali arterie, affianchiamo i netturbini con i nostri addetti del servizio giardini per togliere le erbacce». Affidamenti e gare ponte le hanno lanciate anche i Municipi VIII, XI e XV, mentre si è vista stoppare dalla Ragioneria la giunta del II, che pure aveva provato a risolvere il problema con risorse proprie. È pronto a partire a giugno il presidente del VI, Nicola Franco: «Taglieremo l'erba alta con ditte esterne nelle strade di competenza del Servizio giardini. Abbiamo messo a disposizione 280 mila euro». Intanto Andrea De Priamo, consigliere di FdI, ha chiesto una convocazione urgente della commissione: «Bisogna capire che cosa non sta funzionando: è un problema di risorse o di procedure?». Aggiunge dalla Lega Fabrizio Santori: «L'erba alta agli incroci crea problemi anche di sicurezza stradale».
 

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