ROMA

Roma, Bortuzzo torna a guidare: «Il primo viaggio nella Capitale»

Domenica 1 Dicembre 2019 di Laura Bogliolo e Alessia Marani
Manuel Bortuzzo con il papà Franco sempre al suo fianco

«Pa’...per i primi cento chilometri guiderò io». Al suo fianco, come sempre, ci sarà papà Franco. E sarà un viaggio quasi metaforico, per ripartire. La partenza sarà casa, Treviso, l’arrivo Roma dove Manuel Bortuzzo continuerà a combattere come ha mostrato di saper fare da subito. Da quando, dopo quella maledetta notte di febbraio, ha riaperto gli occhi e non si è sentito più le gambe. La giovane promessa del nuoto azzurro è pronto per ripartire, in tutti i sensi. Guiderà una Jeep Renegade da Treviso fino a Roma. L’auto gli è stata regalata dai dipendenti e dalla proprietà della concessionaria auto De Bona dove lavora il papà.
 
«La prossima settimana andremo a Treviso - racconta papà Franco - il 3 dicembre Manuel sosterrà l’esame di patente B speciale». Andranno nell’autosalone di Susegana e lì i dipendenti consegneranno a Manuel le chiavi della Jeep con comandi speciali. «Finalmente guiderai un po’ tu» ha detto scherzando il papà al giovane leone. «Sì - ha risposto entusiasta - nel viaggio di ritorno verso Roma guiderò per i primi cento chilometri, poi tocca a te... ». Un altro sogno di Manuel si realizza, un altro scalino verrà superato, anche perché Bortuzzo non sembra proprio conoscere la parola «resa». Anzi, la sua storia, è diventata simbolo di riscatto, di voglia di vincere in una vasca di nuoto così come nella vita. 
 
Bortuzzo
è rimasto paralizzato alle gambe dopo essere stato colpito a colpi di arma da fuoco nel quartiere Axa. Il gup di Roma Daniela Caramico D’Auria ha stabilito una condanna di sedici anni nei confronti di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, che la notte tra il 2 e il 3 febbraio a piazza Eschilo spararono tre colpi di pistola. 
Manuel era con la fidanzata, e venne colpito alla schiena mentre erano davanti un distributore automatico di sigarette. «La sentenza non cambia le cose - aveva commentato Manuel -. Non mi restituirà certamente le gambe. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso». Dopo il ferimento, è uscito dall’ospedale dopo solo due settimane. È stato un campione anche in questo, segnando un altro record dopo che aveva varcato le porte della sala operatoria in fin di vita. Ora il rombo della Jeep sarà la colonna sonora della sua nuova vita. Per ripartire dai suoi sogni.
 

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 23:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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