Roma, manifestazione violenta degli ultras al Circo Massimo «contro la crisi Covid» di un anno fa: 9 misure

Roma, manifestazione violenta degli ultras al Circo Massimo «contro la crisi Covid» di un anno fa: 9 misure
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Martedì 20 Aprile 2021, 09:46 - Ultimo aggiornamento: 10:32

Nove obblighi di firma con obbligo di dimora. Tutti sono stati segnalati al Questore per il D'asporto. Questo il bilancio delle misure cautelari decise dalla Questura di Roma per la manifestazione violenta di un anno fa al Circo Massimo a Roma. Tra le misure ci sono anche tifosi della Lazio. La protesta degli ultras andò in scena il 6 giugno 2020: prese di mira le misure anti Covid del governo e i giornalisti che seguirono il corteo. «Dalle curve alle piazze», così recitava l'invito a protestare a cui hanno aderirono Forza Nuova e gruppi di tifosi. Era organizzata da "Ragazzi d'Italia" che racchiude diverse anime del mondo ultras italiano e dei movimenti della destra radicale.

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Questa mattina la Digos della Questura di Roma ha eseguito 9 misure emesse, dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 9 persone, esponenti delle tifoserie ultras italiane e militanti dei movimenti della destra radicale. All'origine delle misure vi sono state le violenze perpetrate, contro i giornalisti e le forze dell'ordine al Circo Massimo, in occasione della manifestazione dello scorso 6 giugno 2020.  

Per la prima volta nella storia delle tifoserie in Italia il movimento ultra si è mobilitato contro il Governo, chiamando a raccolta nella capitale militanti di vari movimenti dell'estrema destra nazionale ed esponenti delle curve provenienti da tutto il territorio nazionale tra cui Roma, Lazio, Napoli, Verona, Torino, Cesena, Milano, Brescia.

A margine della manifestazione un centinaio di violenti hanno lanciato bombe carta, pietre e bottiglie, contro i giornalisti, cameramen e Forze di Polizia. Gli incidenti si sono verificati a Via dei Cerchi, prima che la manifestazione avesse inizio, con il pretesto di allontanare gli operatori dell'informazione che stavano intervistando un partecipante all'iniziativa. 

Al grido di «Giornalista terrorista» gli ultra e militanti di estrema destra, molti dei quali irriconoscibili in quanto incappucciati o con passamontagna, hanno improvvisamente assaltato polizia e carabinieri aprendosi il varco con il lancio di fumogeni e torce.

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Dieci poliziotti sono stati feriti ed un videomaker è stato colpito alla testa con l'asta di una bandiera. Alla fine della manifestazione due persone sono state arrestate, una appartenente ai gruppi ultra romanisti ed una ai gruppi ultras laziali. Le successive indagini, svolte dagli agenti della Polizia di Stato della Digos e coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di ricostruire compiutamente l'accaduto. Attraverso una complessa attività di analisi di filmati girati nel corso dei tafferugli, con l'ausilio della Polizia scientifica, sono stati identificati alcuni dei protagonisti delle violenze registrate. Si tratta di personaggi di spicco del mondo ultras laziale, bresciano, napoletano ed emiliano che, nella mattinata odierna, sono stati sottoposti alla misura cautelare e segnalati per la sottoposizione al provvedimento del Daspo. 

Gli indagati sono ora sottoposti all’obbligo di firma o di presentazione alla polizia giudiziaria, e all'obbligo di dimora che sono appunto misure cautelari. La persona deve presentarsi presso la polizia e firmare un registro presenze.

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