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Luca Sacchi, caso alla Consulta: tempi lunghi per il processo

Luca Sacchi, caso alla Consulta: tempi lunghi per il processo
di Giuseppe Scarpa
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Marzo 2020, 08:05

Rischia di slittare il processo per l'omicidio di Luca Sacchi, il giovane di 24 anni ucciso con un colpo di pistola alla nuca il 23 ottobre davanti al pub John Cabot nel quartiere dell'Appio Latino, a Roma. Il ragazzo era intervenuto per difendere la fidanzata, Anastasia Kylemnyk, coinvolta nell'acquisto di una partita di droga. E adesso dell'intera vicenda potrebbe occuparsi la Corte Costituzionale con un giudizio che inevitabilmente allungherà i tempi del processo ordinario.

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LA DECISIONE
Di certo si celebrerà la prima udienza, fissata per il 31 marzo in corte d'Assise, con la Kylemnyk come sicura imputata per detenzione di sostanze stupefacenti. Per gli altri, accusati di omicidio, Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris, lo scenario potrebbe essere differente. I loro legali avevano presentato al gup, Pierluigi Balestrieri, una questione di legittimità costituzionale. Gli avvocati chiedevano che i loro assistiti venissero processati in abbreviato, un rito che prevede lo sconto di un terzo della pena, nonostante da aprile del 2019 questa formula non potesse essere più applicata per chi rischia, come pena massima, l'ergastolo. Balestrieri ieri ha negato l'opzione abbreviato ma ha stabilito la non manifesta infondatezza sulla questione sollevata dai legali. Con questa mossa il gup ha perciò trasferito ai colleghi della Corte d'Assise il compito di decidere se investire la Corte costituzionale del caso.
Di certo l'abbreviato lo farà Giovanni Princi, il presunto grande regista dell'acquisto di droga e amico di Sacchi. Princi è imputato per un reato minore, detenzione ai fini di spaccio. Stessa accusa rivolta alla Kylemnyk che invece ha scelto il rito ordinario.
Una trattativa finita male: la rapina dei soldi da parte dei due pusher di Casal Monastero e l'intervento del personal trainer per non far rubare lo zaino, con 70mila euro, della fidanzata. In questo contesto va in scena l'omicidio Sacchi.
Muore così un ragazzo di 24 anni. Sacchi innamoratissimo della fidanzata ucraina finisce dentro a una rete tesa dai mercanti di droga truffatori. Le vittime dell'imbroglio dovevano essere la Kylemnyk e Giovanni Princi, il migliore amico del 24enne. A fare le spese dell'intera vicenda è lui.
 

 


L'INCONTRO
L'incontro prevedeva uno scambio di droga, 15 chili di marijuana che Del Grosso e Pirino dovevano consegnare a Princi. Quest'ultimo doveva pagare lo stupefacente con 70mila euro. Soldi in contanti che erano nascosti dentro lo zaino della ragazza. Il denaro prima della conclusione delle trattativa era stato mostrato ai due mediatori dei pusher, Simone Piromalli e Valerio Rispoli. Ma qualcosa di strano passa per la mente dei due fornitori. La coppia Del Grosso-Pirino si ingolosisce. Pensano di rubare i soldi alla Kylemnyk e non consegnare l'erba. Una decisione che prendono all'istante. Poi, come se fossero in un film, scendono dall'auto con una pistola in pugno e rapinano la ragazza. Princi in quel momento non c'è. Accanto alla Kylemnyk, c'è il fidanzato Luca Sacchi. Il ragazzo non ci pensa due volte e si difende dai due balordi. Del Grosso, però, è una furia. Si leva la pistola dalla cinta la punta in testa a Sacchi e preme il grilletto. Il 24enne crolla a terra mentre i due salgono in auto e scappano. Sul corpo agonizzante del personal trainer si getta l'ucraina. Urla, chiede aiuto. Forse, in quel momento, si rende conto della portata dell'intera vicenda. Nel frattempo arriva a perdifiato Princi, altro protagonista di questa terribile storia. Poco dopo è il turno gli inquirenti e Anastasia Kylemnyk inventerà il suo copione: «Sono stata rapinata». Si dimentica però di dire che la rapina era il frutto di una compravendita di droga. Ma questo lo scopriranno poco dopo gli agenti della Mobile.

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