LUCA SACCHI

Luca Sacchi, uno dei killer legato ai clan della malavita: Pirino già arrestato a 14 anni. Oggi i funerali

Mercoledì 6 Novembre 2019 di Alessia Marani e Camilla Mozzetti

Criminalità organizzata e cultura violenta, di strada. Quella che un giorno mette in mano una pistola e fa premere il grilletto. A volte, il calendario aiuta a spiegare se quell'intreccio di malavita inacidisce. In tempi non sospetti, la bellezza di sei anni fa, i fratelli gemelli Paolo e Andrea Pirino erano già stati intercettati dai carabinieri. Paolo Pirino, accusato insieme a Valerio Del Grosso dell'omicidio di Luca Sacchi, all'epoca era un adolescente di 14 anni. Fu denunciato per rapina aggravata, atti violenti per motivi razziali e lesioni personali. Picchiò insieme ai suoi amici un cinquantenne ecuadoregno.

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IL RAID
Un raid razzista condito da calci e pugni sul piazzale della stazione Ponte Mammolo. La banda era formata da Pirino e da altri giovanissimi come Toni Salis, uno che ha festeggiato il debutto alla maggiore età a San Basilio. Gambizzato. In quella lontana rapina del 2012 compaiono Pirino, Salis e un certo Luigi Riccio, che sui social ancora oggi ha tra i luoghi del cuore Scampia, anche lui romano e all'epoca quindicenne. Si ritroverà con Paolo Pirino accusato di spaccio nel 2018. Una testimone che aveva assistito al pestaggio in diretta raccontò che la gang era conosciuta in quartiere. «A Casal Monastero girano sempre, in strada e sugli autobus». E ripetevano sempre lo stesso copione: estorcevano soldi agli extra comunitari. Lo stesso incubo patito dall'ecuadoregno che era stato fatto scendere dai cinque ragazzini dal bus 404 a Ponte Mammolo e picchiato brutalmente.
Quando la vittima è riuscita ad avvertire e parlare con i carabinieri del Tiburtino III grondava sangue dalla faccia. Ci sono zone d'ombra e di violenza nel passato di Paolo Pirino che a 14 anni era una vecchia conoscenza del Tribunale del Minorenni: per quella rapina lo arrestò e lo spedì nel Centro di Accoglienza per Minori di via Virginia Agnelli.
 

 

COLPI DI PISTOLA
Pochi anni dopo, il 13 aprile 2015, Toni Salis appena diciottenne continuerà il suo cursus honorum. Viene gambizzato con tre colpi di pistola a San Basilio, in via Amandola. Ne vengono esplosi sei in tutto, ma gli altri due gambizzati, al contrario di Toni, riescono a scappare. Tra loro c'è Andrea Pascucci, all'epoca over 30, uno che aveva un pedigree che andava dal furto alla ricettazione, che faceva il deejay e organizzava feste a base di techno ed elettronica. Pascucci, però ha un segno particolare: è amico di Toni Salis e dovrebbe conoscere Valerio Del Grosso, che con Paolo Pirino condivide la pesantissima accusa per l' omicidio del personal trainer 24enne. Un circuito che conta, e intreccia, sempre gli stessi fili dell'alta tensione: spaccio, rapina, lesioni, armi. Oltre a conoscenze con rampolli di una famiglia di ndrangheta di Platì. Oggi, intanto, alle 14, all'Appio-Latino, i funerali di Luca.

 

Ultimo aggiornamento: 14:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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