Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Omicidio Sacchi, parla Valerio Del Grosso: «Ho sparato a Luca per spaventarlo»

Omicidio Sacchi, parla Valerio Del Grosso: «Ho sparato a Luca per spaventarlo»
di Valentina Errante
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Giugno 2021, 01:13

«Non lo volevo pigliare, quello si è mosso altrimenti non lo prendevo. Ho sparato per fargli sentire la botta». Così Valerio Del Grosso, l’uomo che la notte del 23 ottobre 2019 ha sparato e ucciso a Luca Sacchi, intercettato in carcere ricostruiva cosa fosse accaduto davanti al pub, quando la vendita di 15 chili di droga si è trasformata prima in rapina e poi in omicidio. Ieri, Del Grosso, in aula, ha risposto alle domande di accusa e difesa. Ma fondamentalmente ha accusato Marcello De Propris, imputato di concorso in omicidio per avergli dato la pistola: «Sapeva che serviva per fare una rapina».

Così in aula si è consumato lo scontro tra le difese che, a settembre, potrebbe portare a un confronto all’americana tra gli imputati. Ma è stato anche il giorno della simulazione in udienza, con lo zainetto di Anastasia mostrato alla Corte e riempito di banconote (sequestrate da Bankitalia in quanto false) in tagli da 100 e da 50 euro, fino a 70mila, per dimostrare che la borsa poteva contenere tutti i soldi che prevedeva l’accordo. La ragazza è imputata nel processo per lo spaccio che si sarebbe consumato quella notte. 

Omicidio Sacchi, Anastasiya in aula: «Tradita da Princi. Mi mise un pacco nello zaino, non sapevo cosa fosse»

 

L’INTERCETTAZIONE

Il 6 novembre 2019, Del Grosso è in una saletta con un altro detenuto: «Gli hai sparato» e Del Grosso risponde di aver visto Sacchi «cascare per terra». E aggiunge: «Ho sparato «per spaventarli. Per fargli sentire la botta». L’altro detenuto gli contesta che «per spaventarli potevi anche sparare per aria»; e Del Grosso: «Per carità di Dio. Però lì per lì s’è accasciato per terra. Manco ho capito dove l’ho preso. Il giorno dopo sul telefono ho letto».

IL FACCIA A FACCIA 

«La pistola era carica io non sapevo manco dove potevo prendere i proiettili. Sapeva che mi serviva per fare una rapina». Così ieri Del Grosso ha smentito il De Propris, che aveva affermato di avere consegnato l’arma scarica. Una dichiarazione che pone l’altro imputato in una posizione di concorso pieno nell’omicidio. Per questo l’avvocato Gianluca Ciampa ha inoltrato alla corte la richiesta di un faccia a faccia tra i due, per capire chi menta. Del Grosso ha aggiunto il legale «si è scusato con tutti familiari e con tutte le persone che volevano bene a Luca». Ma la reazione di Alfonso Sacchi, padre della vittima, è netta. «Non perdono nessuno. Darei la vita per riavere mio figlio. Spero che i giudici prendano la cosa come va presa, come è stata presa per il caso del carabiniere Cerciello Rega: l’ergastolo, spero che sia così»
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA