Roma, la Regione Lazio salva la locanda dei Girasoli. Zingaretti: «Apriremo anche un casale»

Mercoledì 12 Febbraio 2020
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«Non potevamo permettere che la Locanda dei Girasoli chiudesse. È una battaglia che abbiamo vinto. Raccogliamo, ora, la sfida e oggi annuncio che apriremo un casale con all'interno ristorante e forse anche la possibilità di un'accoglienza ricettiva. Ci vedremo molto presto in campagna». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti visitando oggi nel quartiere Quadraro di Roma la 'Locanda dei Girasolì, nata nel quartiere popolare romano del Quadraro nel 1999 su iniziativa di alcuni genitori di ragazzi e ragazze diversamente abili. Oggi vi lavorano 19 persone, di cui 12 con sindrome di Down: è il primo esempio in Italia di inclusione sociale di lavoratori simili nel mondo della ristorazione. Più volte, nei suoi vent'anni di storia, la Locanda si è trovata davanti a un problema di sostenibilità economica e ha chiesto il sostegno delle Istituzioni.

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Ed a proposito della 'Locanda dei Girasolì ha poi spiegato il presidente della Regione Lazio: «Si tratta di un ristorante di Roma, ma anche di un luogo meraviglioso di integrazione e promozione sociale e di tanti ragazze e ragazzi che hanno trovato un modo di vivere a testa altissima perché sono loro i protagonisti di questa impresa».

«Purtroppo -ha aggiunto- la Locanda dei Girasoli rischiava di chiudere nel silenzio generale per problemi burocratici o finanziari. Ma abbiamo capito che non poteva accadere perché la politica, le istituzioni devono fare soprattutto questo. Non far sentire sole le persone che hanno bisogno». Nel corso del suo intervento il presidente della Regione Lazio ha poi ringraziato l'Arsial e la Regione Lazio. «Sono composte da una squadra politica meravigliosa -ha detto- la Locanda dei Girasoli non chiuderà più perché faremo promozioni di prodotti della nostra regione e tutto questo permetterà a questo gioiello di Roma di continuare a vivere e a esistere nella nostra città. Sono contento -ha concluso- perché Roma è anche questo. Non ci sono solo i palazzi ma è fatta anche di relazioni sociali. Chiudere la locanda sarebbe stato davvero un crimine».

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