CORONAVIRUS

L'allarme dei grandi licei di Roma, dal Righi al Visconti: «Impossibile adeguare gli spazi»

Sabato 30 Maggio 2020 di Lorena Loiacono e Francesco Pacifico
L'ultimo esame di Maturità al liceo Visconti

Collocate in edifici storici, per quanto bellissimi, non nati certamente come scuole. Aule piccole, scale strette, in alcuni casi con le palestre ricavate in ex cantine. Mentre i cosiddetti spazi esterni, ai quali guarda il ministro Lucia Azzolina per creare nuove classi all’aperto, sono spesso cortili grandi come aiuole. I presidi degli istituti del Centro storico - oltre 200 tra elementari, medie e superiori - lanciano l’allarme: con le strutture esistenti non ci sono le condizioni per distanziare gli studenti come prevedono le linee guida del Comitato tecnico scientifico. Che, in attesa delle disposizioni governative, parlano di un metro lineare tra i banchi, accessi diversi per l’ingresso e l’uscita e utilizzo alternativo di palestre, auditorium o laboratori. Tiziana Sallusti, dirigente scolastico del Mamiani, pur dicendosi «fortunata perché nel nostro liceo abbiamo anche stanze di 60 metri quadri», nota che «nel Centro storico sarà quasi impossibile garantire il distanziamento per tutti gli allievi. Nelle nostre classi, non solo al MamiaNi, ci sono come minimo 25 studenti». Per la cronaca, la preside è stata anche contattata «da un gestore di un cinema di Prati per ovviare al problema. E potremmo guardare anche alle tante ex caserme in zona. Ma sono adatte per le lezioni giornaliere?».

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Il Cts “consiglia” anche ai presidi di chiedere a Municipi, Comune e Città Metropolitane nuovi locali per la didattica. Ipotesi che Alessadro Figà Talamanca, assessore all’Istruzione del I Municipio, spazza via in un secondo: «Non esiste nel Centro storico la possibilità di trovare spazi fisici nuovi per gli istituti. Mancano e basta. E se pure volessimo costruire nuove scuole, ci vorrebbero tre anni per la programmazione, la progettazione e il reperimento dei fondi». Risultato? «Resteremo con i nostri istituti, dove, se si è fortunati, ci sono aule di 35 metri quadri con 25 o 30 occupanti».
Quindi, in Centro, bisognerà fare di necessità virtù. Spiega Monica Galloni, dirigente scolastico del liceo scientifico Righi: «Gestire l’emergenza non sarà così semplice. Abbiamo 56 classi ed una sola uscita. Stando alle prime indicazioni, dovremmo avere 28 aule in più per dividere i ragazzi. Non le abbiamo e non abbiamo neanche la palestra interna: possiamo utilizzare il giardino della sede di via Boncompagni, non è enorme e comunque è all’aperto. potremmo utilizzarlo fino a ottobre. Sarebbe meglio organizzare turni pomeridiani ma una cosa è certa: questa non può essere la routine». Al Righi si guarda da prima del Covid alla possibilità di pedonalizzare via Puglie e dare spazi aperti alle scuole limitrofe come il Tasso e l’istituto comprensivo Regina Margherita. Comunque poco per circa 2500 ragazzi. Tra chi vanta maggiori spazi, come al Mamiani, la preside Sallusti guarda alle palestre e al giardino esterno. Al liceo Visconti, continua Galloni, «potremmo sfruttare, per far lezione con il distanziamento, l’aula magna e le due palestre una più grande e una più piccola, così come il grande cortile interno, ma solo finché il tempo ce lo permetterà». Antonella Corea, alla guida del comprensorio Albertelli che comprende anche il Cavour, con 1.850 ragazzi da sistemare, ha chiesto «alla Città metropolitana di sistemare alcuni ambienti ora inutilizzabili. E metterò a disposizioni le aule museo o i laboratori compreso quello per le migrazioni che abbiamo allestito. Ma non basterà. Senza contare che ogni modifica, come montare un muro di separazione in una stanza per ospitare due classi, passa per il via libera della sovrintendenza».
All’istituto comprensivo Manin faranno le prove generali per settembre con i centri estivi: la scuola ha messo a disposizione il cortile esterno per accogliere i bambini del I Municipio. «Non è un progetto nostro - sottolinea la preside Manuela Manferlotti - ma ci darà un’idea del possibile utilizzo di quello spazio esterno, in cui potrei anche allestire la mensa all’aperto. Però è chiaro che potremo sfruttarlo fino a ottobre, non oltre». 

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