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Roma, si fa portare i quadri e si barrica in casa: ladro d'arte non voleva pagare 100mila euro

Piazza d’Ara Coeli, sono intervenuti i vigili del fuoco per aprire la porta

Roma, si fa portare i quadri e si barrica in casa: ladro d'arte denunciato
di Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Venerdì 5 Agosto 2022, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 11:05

Era arrivato da Venezia nella Città Eterna con il furgone pieno di opere d'arte, convinto di fare un buon affare con quel collega sentito prima per telefono e che si era speso in tante parole lusinghiere: «Vieni a trovarmi nel mio attico a Roma, davanti al Campidoglio, vedrai che acquisterò parecchie cose, l'ho capito che sei un intenditore come me». Ma la tappa romana per l'esperto antiquario veneto, approdato in piazza d'Ara Coeli mercoledì pomeriggio, ha rischiato di trasformarsi in una sceneggiata non scritta dell'ennesima commedia del raggiro stile Febbre da cavallo. Ovvero, per dirla alla romana, una sola. Con tanto di imprevisto finale: l'arrivo dei carabinieri dal vicino comando di piazza Venezia, delle ambulanze e dei vigili del fuoco con l'autoscala, che come in un film, davanti a gruppi di passanti e turisti curiosi, sono dovuti intervenire in soccorso del malcapitato. Ma andiamo per ordine.

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L'antiquario dopo avere portato nel bellissimo appartamento del sedicente mercante d'arte capitolino, 74 anni suonati e una serie di precedenti di polizia per truffe, diversi quadri d'epoca, tra cui una preziosa natura morta e una Madonna con bambino dalle cornici pregiate, opere stimate per centomila euro, con una scusa ha messo alla porta il veneziano asserragliandosi poi all'interno di casa, senza più aprire, né rispondere. «Quando l'affare sembrava concluso - ha raccontato l'antiquario ai soccorritori - quell'uomo mi ha detto che avrebbe voluto, a sua volta, vendermi qualcosa e per fare dei giusti raffronti mi ha persuaso ad andare in auto a prendere dei cataloghi per comparare opere e prezzi».

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RAGGIRI E STRATAGEMMI
L'antiquario veneto lascia l'appartamento, scende in strada, trova i cataloghi e poco dopo prova a tornare dal mercante all'ultimo piano. Prova, perché nessuno gli apre. Alza lo sguardo verso il quarto piano: finestre tutte chiuse. Aspetta che qualcuno apra il portone per risalire le scale e suonare al campanello: niente, silenzio assoluto dall'interno. L'antiquario decide di aspettare davanti al portone del palazzo: «Forse è uscito e non me ne sono accorto, prima o poi tornerà». Ma dopo due ore fermo, al caldo, nessuna traccia del 74enne. E, soprattutto, dei quadri lasciati nel suo appartamento senza avere avuto un euro in cambio. Alla fine, il commerciante veneziano decide di rivolgersi ai carabinieri. Pochi minuti e scoppia il panico. I pompieri arrivano a sirene spiegate, snodano l'autoscala fino al piano del sedicente mercante. Il dubbio dell'antiquario è che possa essersi sentito male. Un incendio, una persona che è svenuta e non riesce ad aprire la porta, qualcuno che ha lasciato le chiavi in casa ed è rimasto fuori? Nulla di tutto ciò. Quando pompieri e militari, finalmente, riescono a entrare, trovato il 74enne meravigliato e, come se nulla fosse. «Ma davvero mi hanno cercato? Non ho sentito il campanello», ha allargato le braccia. Per lui è scattata una denuncia per appropriazione indebita, all'antiquario veneto sono state riconsegnate tutte le sue opere. A Roma difficilmente tornerà per fare affari. Sicuramente si terrà lontano da piazza d'Ara Coeli che, sarà un caso, ma fu scelta da Steno per ambientare il bar quartiere generale di Mandrake e della sua banda-
 

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