ROMA

Infermiera aggredita al San Camillo: «Qui si rischia ogni giorno»

Martedì 27 Agosto 2019
Infermiera aggredita al San Camillo: «Qui si rischia ogni giorno»

Uno schiaffo ben assestato, tanto da farle saltare gli occhiali, dopo averla offesa pesantemente. L'aggressione, domenica scorsa, ore 20, quando un'infermiera, 55enne del San Camillo è stata presa di mira, prima minacciata verbalmente e poi colpita al volto da un 48enne romano, con precedenti penali. La vittima medicata, ha sporto denuncia: per questo i carabinieri della Stazione Roma Porta Portese hanno denunciato in stato di libertà per lesioni personali e minaccia l'aggressore.

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Tutto è nato nell'area esterna del Padiglione di cardiologia Puddu. La donna, prima di beggiare, nei pressi dei tornelli si era fermata alla macchinetta con alcuni colleghi quando l'uomo ha iniziato a inveire. «Stava andando al lavoro - ha raccontato a Marco Lelli, sindacato infermieri Uil - quando nei pressi delle macchinette è stata aggredita dall'italiano in stato di agitazione forse sotto gli effetti di alcol o droga. Si tratta di un personaggio, attaccabrighe, già noto per altre segnalazioni al San Camillo. Nell'ospedale si rischia ogni giorno». L'uomo ha affrontato la donna faccia a faccia, poi è passato alle mani. «Guarda ti stai avvicinando troppo», le ha intimato la donna che ha riportato un trauma contusivo ad un occhio: «Mi ha colpito senza motivo». «Il San Camillo da sempre soffre il problema sicurezza, come altri ospedali, tutte le organizzazioni sindacali l'hanno segnalato - ancora il sindacalista- Non ci sono più gli uscieri, sostituiti con le guardie giurate che però giustamente si concentrano al Pronto Soccorso. La presenza fisica è insufficiente, mentre specie la notte l'ospedale diventa un porto di mare per clochard e alcolizzati».

UN'OCCHIATA DI TROPPO
È a conoscenza della vicenda il direttore generale dal San Camillo Fabrizio D'Alba. «La vittima stava all'ingresso, in un'area esterna, quando il senza fissa dimora, una sbandato le ha dato fastidio. Pare un'occhiata di troppo, forse frutto della sua fantasia, all'origine dell'aggressione. Qui la battaglia senza i fissa dimora la facciamo, ogni giorno, il fenomeno delle dimore vere e proprie negli anfratti lo abbiamo debellato. Ma il San Camillo è un quartiere con una decina di accessi, non è facile controllare tutto. Questo personaggi vagano come fantasmi, sfruttando a volte anche una certa inclinazione ad aiutare il prossimo che ha il personale che lavora in un ospedale. Le nostre guardie badano con continuità alla sicurezza dell'ospedale, accompagnandoli all'uscita ogni volta. Ma resta il fatto che dobbiamo chiederci se esiste un modo per gestire il fenomeno. Nel caso specifico, è un soggetto che ritorna, allontanato più volte. Identificato, conosciuto, insomma. Uno dei tanti personaggi che vagano per la città e fanno di ospedali, metro e stazioni il loro rifugio».

«Voglio esprimere la piena solidarietà all'infermiera aggredita presso l'ospedale San Camillo. Si tratta di un nuovo episodio di violenza nei confronti del personale sanitario da parte di un uomo già noto alle Forze dell'ordine. Mi auguro che ci sia una giusta pena perché questi soggetti vanno allontanati dalle strutture sanitarie», dichiara l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.

C.R.
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