Fregene, fiamme al Singita: terzo rogo in due settimane

Fregene, fiamme al Singita: terzo rogo in due settimane
di Fabrizio Monaco
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Lunedì 21 Dicembre 2020, 00:05

Due bottiglie di gasolio sul tetto di paglia e legno. E’ la firma del tentativo di incendio doloso al Singita di Fregene, uno dei chioschi più famosi di tutto il litorale romano. E’ successo sabato sera intorno alle 19.30: il rogo non c’è stato solo per un caso, proprio in quel momento passava sulla spiaggia del Villaggio dei Pescatori Kamal, un ragazzo indiano dipendente del Singita. E’ stato lui a lanciare l’allarme, a chiamare Luca e Cristian, altri due giovani dello staff del chiosco. Insieme sono riusciti a spegnere le fiamme con un tubo di irrigazione da giardino salendo sul tetto e soffocando sul nascere l’incendio. Sono stati gli uomini della Capitaneria di Porto, l’Ufficio Locale Marittimo di Fregene, a trovare le bottiglie con i resti del gasolio tra le travi annerite. L’indagine è nelle mani dei carabinieri che stanno cercando di capire cosa ci sia dietro questi tre casi in due settimane. 

L’INIZIO
Tutto è iniziato l’8 dicembre: alle 9 del mattino un odore di bruciato si è diffuso nel Villaggio dei Pescatori. Le fiamme che avvolgevano un bar esterno dell’Ondanomala, altro celebre chiosco di Fregene. Le fiamme sono divampate all’improvviso, nonostante in quel momento piovesse forte e solo l’intervento dei dipendenti ha impedito all’incendio di propagarsi alla struttura centrale. Il rapporto dei Vigili del Fuoco non è ancora arrivato, ma il baretto era vuoto e l’ipotesi di un corto circuito è apparsa inverosimile, all’interno solo un frigorifero con la spina staccata. «Uno strano incendio – commentava la titolare dell’Ondanomala, Catia Belmonte – nulla quadra, se non fossero passati gli operai sarebbe finita male. Aspetto il rapporto dei Vigili prima di fare ipotesi».

Prima di Ondanomala e Singita un terzo episodio: l’incendio doloso a un altro chiosco tra i più noti di Passoscuro, il NautinClub. Le fiamme hanno avvolto la torretta, dove vengono celebrati matrimoni e cerimonie. Tre incendi in due settimane: in atto c’è un piano, una strategia, anche se i gestori smentiscono di aver ricevuto minacce o richieste di denaro. Spiega Claudia Serafini, una dei titolari del Singita: «In tanti anni di gestione mai ricevuto minacce di questo tipo, lo escludo nel modo più assoluto». I carabinieri seguono tutte le piste e stanno cercando di capire da dove arrivano gli attacchi che sembrano poco organizzati, opera più di dilettanti che di professionisti. Nel caso del Singita, il liquido incendiario nelle due bottiglie era gasolio, meno efficace della benzina. All’Ondanomala l’incendio è scoppiato al mattino, insolito per un atto doloso organizzato. Sembra più l’azione di qualche mitomane o di un gruppo che vuole distruggere i simboli delle serate estive. 

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