ROMA

Roma, incendio doloso alla Pecora Elettrica: la caffetteria-libreria "antifascista" avrebbe dovuto riaprire domani

Mercoledì 6 Novembre 2019
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Roma, incendio alla caffetteria antifascista Pecora Elettrica: oggi la visita del ministro Franceschini

Ancora libri in fiamme, in uno dei luoghi da sempre schierati contro il degrado nel quartiere popolare di Centocelle, alla periferia di Roma. Nuovo rogo doloso, a distanza di pochi mesi, nella caffetteria antifascista La Pecora Elettrica. Un episodio che arriva alla vigilia della riapertura del Caffé-libreria, già devastato una prima volta dall'esplosione di un ordigno la notte del 25 aprile scorso.
 

È partita la raccolta fondi per ricostruire la Pecora Elettrica
Giallo a Centocelle, in fiamme la caffetteria antifascista "La pecora elettrica"

 

 

E stavolta gli investigatori valutano anche moventi non legati all'estremismo politico: il locale, punto di riferimento culturale e ritrovo dei giovani fino a tarda notte, con la sua riapertura potrebbe aver «disturbato» un giro di spaccio nel parco adiacente. L'episodio ha provocato la dura reazione di famiglie e cittadini, contro spacciatori e l' «abbandono delle istituzioni», ma ha anche scatenato l'indignazione della politica. «Un fatto di una gravità assoluta», ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il quale poche ore dopo l'incendio è giunto sul posto per testimoniare solidarietà ai ragazzi che hanno animato il progetto della libreria antifascista. Tra i primi a dare l'allarme è stato proprio il titolare della libreria, che ha raccontato disperato: «L'incendio di stanotte l'ha distrutta di nuovo. Sono entrati e hanno dato fuoco a tutto». All'interno del locale sarebbero state trovate tracce di liquido infiammabile e i responsabili sarebbero entrati all'interno forzando la saracinesca. Simili modalità erano state utilizzate da sconosciuti nel locale di fronte dato alle fiamme meno di un mese fa: è per questo che tra i due incendi, secondo gli investigatori, potrebbe esserci un collegamento.
 

Davanti alla saracinesca della libreria, annerita e in parte distrutta dalle fiamme, si sono radunati cittadini e rappresentanti delle istituzioni. «Sono qui per esprimere la vicinanza di tutti i colori politici, ma anche per garantire l'impegno del governo perché non accada mai più», ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, spiegando di aver parlato con il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e annunciando per il 15 novembre una riunione in Prefettura su Centocelle. «La Pecora Elettrica è un luogo di cultura e di aggregazione. Ai proprietari dico di tener duro e lottare per restituire a Roma la bellezza e la passione del loro impegno sociale», ha commentato il segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti su twitter.

Stessi toni dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, che di ritorno dal Viaggio della Memoria con le scuole ha parlato di «inquietante ennesimo rogo» chiedendo di fare subito chiarezza. Ad esprimersi sulla vicenda è stato anche il presidente dell'Associazione Italiana Editori (Aie), Riccardo Franco Levi: «Distruggere i luoghi delle idee e della promozione della cultura, quali sono le librerie, è un atto vile e pericoloso per la democrazia, che non deve avere cittadinanza nel nostro Paese». Ora monta l'esasperazione nel quartiere Medaglia d'oro per la Resistenza, considerato fino a qualche anno fa un avamposto 'rosso' dell'anima popolare romana, ma che alle ultime elezioni europee ha premiato la Lega. «Qui alle 20 c'è il coprifuoco», spiegano alcuni residenti di Centocelle radunati davanti a «La Pecora elettrica». «Da trent'anni è aperta nel parco qui davanti una piazza di spaccio», dice un cittadino. «Neanche a piedi e coi cani si può entrare nel parco. C'è il coprifuoco» aggiunge un'altra. «Qui ci sono solo due locali aperti la sera - hanno detto gli abitanti - ma a quanto pare danno fastidio».

Ultimo aggiornamento: 17:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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