Roma, l'incendio a Centocelle partito dall'ex Casilino 900. Protezione civile: «Non escluso ruolo di gruppi nomadi nel rogo»

Continua l'opera di smassamento, bonifica e raffreddamento dei materiali stoccati nelle attività di autodemolizioni, anche con l'impiego di escavatori.

Roma, incendio a Centocelle: ipotesi pista dolosa. Residenti tornati nelle loro case
di Francesco Pacifico
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Domenica 10 Luglio 2022, 08:26 - Ultimo aggiornamento: 23:47

Ieri mentre montavano le fiamme a Centocelle, e durante le prime riunioni con il sindaco Roberto Gualtieri, la protezione civile non escludeva un ruolo di alcuni gruppi nomadi nello scoppio dell’incendio. Le fiamme sono partite dal “Pratone” del parco di Centocelle che fino a qualche anno fa ospitava un campo rom, il Casilino 900. Anche nei mesi scorsi ci sarebbero stati tentativi di alcune famiglie di insediarsi proprio in quel punto. Che, facevano notare in Campidoglio, è inserito in un programma di bonifiche, che devono partire entro l’anno prossimo.

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"Roma sotto attacco"

«Roma è evidentemente sotto attacco a causa di una sequela inquietante di incendi che si sono sviluppati in diverse zone della città nei giorni scorsi e che ieri hanno coinvolto gli autodemolitori sulla Casilina e il Parco di Centocelle ma pochi giorni fa hanno distrutto una parte importante del Parco del Pineto. Di fronte ad una preoccupante escalation di roghi, le cui cause sono ancora tutte da accertare, quella dolosa risulta tutt'altro che infondata». Lo scrive in un post su Facebook Eugenio Patanè assessore alla mobilità di Roma Capitale. Dopo una notte di lavoro delle squadre di vigili del fuoco è sotto controllo l'incendio che si è sviluppato nelle attività di autodemolizione e nella vegetazione tra via Togliatti, via Casilina, via dei Romanisti, via Fadda, nella zona di Centocelle.Sono 50 i vigili del fuoco che stanno ancora operando, 20 gli automezzi impiegati, anche il mezzo speciale Dragon fatto arrivare dall'aeroporto di Fiumicino. Continua l'opera di smassamento, bonifica e raffreddamento dei materiali stoccati nelle attività di autodemolizioni, anche con l'impiego di escavatori. 

La pista

La Procura di Roma non esclude alcuna pista in relazione al vasto incendio che ha interessato ieri l'area est della Capitale e in particolare alcuni autodemolitori nella zona di via Palmiro Togliatti. I magistrati di piazzale Clodio hanno formalmente avviato una indagine alla luce anche delle informative trasmesse dalle forze dell'ordine. Al momento chi indaga «non può escludere nulla» anche se, in base a quanto si apprende, è troppo presto per ipotizzare moventi mafiosi. Nelle scorse settimane i pm capitolini hanno avviato singoli fascicoli sui quattro maxiroghi che hanno interessato Roma nelle ultime settimane.

Le persone evacuate precauzionalmente sono tornate nelle loro abitazioni. Lo fanno sapere i vigili del fuoco. 

Le strade chiuse

L'incendio ha ancora riflessi sulla circolazione. Resta chiusa- informano i vigili del fuoco- via Palmiro Togliatti tra via Casilina e via Fadda per consentire il movimento dei mezzi di soccorso.

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I danni

Danni ingenti sono stati causati al centro sportivo Augustea di Roma. «Tra il fumo e il fuoco ho temuto che il centro sportivo che mi ha lasciato mio padre fosse ormai perduto». Lo ha detto ad Agenzia Nova Francesco Venerutti, titolare della polisportivo Augustea in via Armando Luciani a Roma. «Se ciò non è avvenuto, lo devo ai vigili del fuoco e chi si è adoperato per evitarlo». I campi da tennis, di calcetto, calciotto e paddle, oltre alla piscina e i campi coperti di Augustea sono a circa 300 metri in linea d'aria dagli autodemolitori incendiati ma separati dalla Palmiro Togliatti che le fiamme, ieri pomeriggio, hanno facilmente superato. Quando il fuoco, alle 17, circa, è divampato dal parco Centocelle, propagandosi agli autodemolitori della zona, il centro sportivo era chiuso e Venerutti non era in sede. «Al mio arrivo alle 19 circa -ha detto- ho trovato i vigili e del fuoco e la protezione civile a fronteggiare le fiamme che erano entrate nell'area del centro il centro sportivo e lambivano i campi di calcetto e da tennis. C'erano fiamme e fumo dappertutto, e l'aria era irrespirabile. Mi sembrava di vivere in uno di quei film catastrofici e, non potendo rendermi conto di ciò che accadeva, ho pensato che la struttura fosse persa». Il lavoro dei pompieri, però, ha fatto sì che l'incendio si fermasse alle recinzioni degli impianti sportivi, bruciando parte della vegetazione esterna. I danni, però, ci sono e sembrano ingenti anche se vanno quantificati. «La temperatura qui è stata elevatissima per diverse ore - dice Venerutti- Oltre alla facciata del centro, stamattina ho visto che sono bruciate molte delle coibentazioni ma vanno provati anche gli impianti elettrici per le illuminazioni dei campi e quelli idraulici per l'irrigazione. Nei prossimi giorni avrò la stima precisa». 

 

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