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Incendio Aurelia: Matteo Iacobacci, l’eroe che ha salvato i bimbi bocciato al concorso da pompiere

Questa storia la racconta Lavinia De Pascalis, responsabile del Centro estivo dello Sporting club Le Palme

Incendio Aurelia: Matteo Iacobacci, l eroe che ha salvato i bimbi bocciato al concorso da pompiere
di Giampiero Valenza
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 00:14 - Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 07:33

Ironia della sorte, ha aiutato a salvare 30 bambini dal maxi-incendio di via Bosco Marengo di lunedì, ma giusto una settimana prima era stato bocciato al concorso da vigile del fuoco. «Per due punti e mezzo non ha passato lo scritto». Questa storia la racconta Lavinia De Pascalis, responsabile del Centro estivo dello Sporting club Le Palme. E dice lei stessa di quanto lei, il suo staff e la direzione del centro sportivo, si siano mossi per mettere in atto il piano di evacuazione dopo aver visto le fiamme a pochissima distanza dai piccoli.

«Era l’ora di pranzo, i bimbi avevano appena finito di mangiare la pasta al pomodoro - racconta Lavinia, 30 anni, che tra l’altro è la vicepresidente dell’Associazione sportiva dilettantistica Animondo, che si occupa proprio di servizi per l’infanzia e animazione - Ci trovavamo tutti nella sala del ristorante, quando abbiamo notato tanto calore e una colonna di fumo». Lavinia fa correre Irene Ponzianelli, una sua assistente, a prendere il registro di tutti i bambini, mentre Matteo Iacobacci, 21 anni, il vigile del fuoco mancato, dà le dritte per uscirne fuori. «Abbiamo fatto un gran gioco di squadra insieme ai gestori del Centro che sono stati subito operativi e molto zelanti e ci siamo affidati anche al suo parere. Matteo ha contribuito a gestire l’emergenza. Lui ha fatto in tempo a prendere le bottigliette d’acqua da un frigorifero e che poi ci sono servite per bagnare i più piccoli una volta in salvo». 

 

I bimbi avevano iniziato ad addentare i nuggest di pollo quando sono stati messi in fila indiana e fatti salire in tre auto, in tutta fretta. A finestre chiuse e aria condizionata al massimo, hanno percorso una strada bianca, di campagna, per andare a finire in un punto di ritrovo, nel parco di via Giuseppe Vanni. «Facevamo continuamente l’appello dei bambini e poi, una volta in salvo, li abbiamo ricontati tutti. Qualcuno era impaurito, c’era chi doveva far pipì, ma anche chi diceva “Wow, siamo salvi”». E del vigile del fuoco mancato, la coordinatrice del centro estivo, dice: «Lui è stato un eroe. Ma tutti insieme ce l’abbiamo fatta dimostrando freddezza e coraggio». 

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