Green pass per trasporti e scuole: a Roma tre stazioni sorvegliate speciali

Green pass per trasporti e scuole: a Roma tre stazioni sorvegliate speciali
di Camilla Mozzetti
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Mercoledì 1 Settembre 2021, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 09:50

La minaccia corre veloce sui social e sui canali di messaggistica istantanea, capitanata dal popolo dei “no vax” e dei “no Green pass” e nel giorno in cui scatta l’obbligo del certificato verde a bordo, ad esempio, dei treni a lunga percorrenza, la Questura di Roma rafforza il dispositivo dei controlli nelle principali stazioni ferroviarie. Si punta a isolare e bloccare qualsiasi tipo di sommossa o disordini, annunciati, principalmente su Telegram a partire dalle 14.30 da un gruppo di ostili al Green pass che si nascondono sollo l’egida “Basta dittatura”.  Le proteste che mirano a congestionare il traffico ferroviario - alimentate dal grido “Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno” - sono state annunciate in 55 stazioni italiane: da Torino a Reggio Calabria. Ma per Roma, stando ai volantini che impazzano proprio su Telegram, “l’appuntamento” è alla stazione Tiburtina, con ritrovo a partire dalle 14.30 davanti al supermercato “Pam”. 

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L'obiettivo delle proteste

L’obiettivo dei manifestanti è chiaro, motivo per cui da via di San Vitale il Questore Mario Della Cioppa ha disposto un aumento dei controlli interforze (con un impiego di almeno 1.500 uomini) non solo sullo scalo preso di mira ma in tutte le principali stazioni ferroviarie della città, comprese quelle che non rientrano nel percorso dell’alta velocità. Dunque Tiburtina ma anche Termini naturalmente, che sarà “sorvegliata speciale” alle stregua però di Ostiense e Tuscolana. Gioco forza, ospitando molte stazioni anche i capolinea di bus o ingressi della metropolitana i controlli saranno estesi alle zone circostanti proprio per evitare che possano prender forma quelle che al momento sono proteste annunciate ma di cui manca il preavviso. I controlli sono stati intensificati anche negli aeroporti mentre nei servizi oltre ad agenti di polizia, militari di carabinieri e guardia di finanza saranno impiegati anche gli uomini degli uffici investigativi a partire da quelli della Digos perché per quanto soltanto ipotizzato dietro il codazzo di manifestanti potrebbero nascondersi sostenitori appartenenti all’estrema destra. Impegnati anche i militari dell’esercito che abitualmente prestano servizio proprio nei principali snodi ferroviari. Un’attenzione sarà riservata anche alle autostrade e ai caselli di ingresso e uscita dalla Capitale. 

Gli accertamenti 

Per quanto riguarda invece i controlli dei certificati verdi in mano ai pendolari e ai viaggiatori le verifiche spetteranno ai vettori e dunque si procederà sulla falsa riga di quanto già disposto, ad esempio, nei ristoranti. A Termini non si esclude che le verifiche sui “Green pass” possano essere contestuali a quelle dei biglietti nei varchi di accesso ai binari anche se quasi certamente verranno svolte, sempre dagli operatori dei vettori, a bordo dei treni dove ogni volta si controllano i passeggeri e si chiede loro il codice di acquisto dei biglietti sanzionando chi è riuscito a salire senza ticket. Il dispositivo sull’aumento dei controlli - anche al termine dell’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza tenutosi ieri pomeriggio in Prefettura - sarà garantito per l’intera settimana dal momento che non si escludono proteste cosiddette “estemporanee” nei giorni a venire anche lontano dalle stazioni ferroviarie. Motivo per cui i principali luoghi dove anche in passato si sono svolte proteste non preavvisate - si veda quella di sabato scorso a piazza del Popolo dove sono stati anche aggrediti dei giornalisti - saranno sorvegliati speciali. 

 
 

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