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Green Pass, D’Amato: «Riaprire le discoteche, gli abusi sono rischiosi»

Green Pass, D Amato: «Riaprire le discoteche, gli abusi sono rischiosi»
di Camilla Mozzetti
5 Minuti di Lettura
Martedì 27 Luglio 2021, 00:07

Dovremo «convivere con il virus» ma un conto è avere «un Rt a 1,5 con 6 mila posti letto occupati negli ospedali e un conto è raggiungere lo stesso indice con 200 ricoveri». È necessario continuare a prestare attenzione «vaccinandosi ed evitando gli assembramenti» e anche sul “Green pass” «il governo dovrebbe valutare delle modifiche immediate come l’estensione dell’utilizzo già da ora per i trasporti ferroviari, navali ed aerei e per le discoteche, tornando ad aprirle ma con il controllo».

Assessore Alessio D’Amato, partiamo dalle proiezioni dell’Iss: non sono veritiere?

«Il Lazio è la Regione che sta vaccinando più di tutte e siamo cinque punti sopra la media nazionale, questo è importante perché la copertura vaccinale è direttamente correlata al tasso di occupazione ospedaliero. Se la Regione che sta vaccinando di più risulterebbe quella che entrerebbe prima in zona gialla significherebbe che il resto di Italia sta messo molto più male».

L’indice Rt però è salito e anche il numero dei ricoveri.

«Dovremmo abituarci ad avere un Rt superiore all’uno, che forse arriverà anche all’1,5 ma al contempo non determinerà un aggravio superiore alle soglie di allerta per le occupazioni negli ospedali. Noi siamo arrivati anche ad avere 6 mila posti occupati negli ospedali. L’effetto vaccino lo vedi qui, a parità di Rt che mesi fa ha sfiorato l’1,5 con 6 mila posti occupati, nelle prossime settimane avremo nuovamente un Rt vicino all’1,5 ma l’occupazione è ampiamente inferiore». 

Le vostre previsioni per agosto quali sono?

«Dal Seresmi ritengono altamente improbabile che andremo a superare i range previsti per la zona bianca, ovvero il 10% nelle Terapie intensive e il 15% nei posti ordinari. Ad oggi in entrambi i reparti siamo intorno al 3% dell’occupazione, i pazienti hanno un’età media di 43 anni e i due terzi non sono vaccinati. Rispetto ad altre Regioni paghiamo le conseguenze di un abbassamento dell’attenzione legata a fenomeni che sono stati ampiamente diffusi: le partite degli Europei giocate a Roma e non in altre città, il corteo post vittoria svoltosi nella Capitale e non altrove».

Anche la festa della Roma a piazza del Popolo.

«Esattamente, è chiaro che sono tutti elementi di accelerazione in questa fase in cui la variante Delta è predominante con una trasmissione più veloce, ma la campagna vaccinale sta correndo, abbiamo avuto negli ultimi cinque giorni 150 mila nuove prenotazioni e questo è l’effetto “Green pass”. Dobbiamo convivere con il virus e la convivenza passa per la copertura vaccinale. Il nostro obiettivo è raggiungere il 70% in doppia dose entro la prima settimana di agosto e l’80% nella prima settimana di settembre».

Ce la farete?

«Certo, il 64% della popolazione ha già completato il ciclo vaccinale e abbiamo superato la soglia di 6,6 milioni di dosi somministrate».

I ragazzi si stanno prenotando ma moltissimi si devono ancora vaccinare. E già ci sono i primi positivi di ritorno da Ponza. Che fate? Metterete punti per i tamponi al porto di Anzio?

«Domani (oggi ndr) apriremo il punto vaccinale al Terminal 3 di Fiumicino sia per i richiami che per le prime dosi. Non dobbiamo riproporre i meccanismi di quando non avevamo i vaccini, ci aspettiamo che ci sia un provvedimento sul “Green pass” per i trasporti annunciato già dal governo».

Che però scatterà a fine agosto. Lei lo anticiperebbe?

«Sì. D’altronde non capisco perché dal 6 agosto deve partire il “Green pass” per i ristoranti al chiuso e poi uno può prendere un traghetto e starci 8 ore al chiuso per arrivare in Sardegna. Andrebbe previsto già da adesso su treni, traghetti e aerei e non lo dico per limitare ma un conto è avere un traghetto che parte e tu non sai chi tra i passeggeri è vaccinato e un conto è avere delle bolle negative. Poi certo anche il vaccinato può diventare positivo ma al 97% qualora dovesse incontrare il virus o non se ne accorge o quel virus non gli comporta né complicazione né ospedalizzazione».

Nei prossimi giorni molte piazze torneranno a riempirsi di persone “no Green pass” e “no-vax” e poi c’è la movida che imperversa. Pensa siano necessarie delle misure restrittive?

«Stiamo chiedendo tanti sacrifici ai cittadini e poi vediamo gente che, per carità, è libera di manifestare ma non è libera di far aumentare la circolazione del virus. So che Prefetto e Questore stanno ragionando anche tecnicamente sulle misure, chi non indossa la mascherina ad esempio può essere multato negli assembramenti. Per la movida ci sarebbe bisogno che il governo rivedesse il discorso delle discoteche».

Lei le riaprirebbe?

«Può sembrare paradossale ma nel momento in cui abbiamo stabilito che il “Green pass” è uno strumento importante di prevenzione allora usiamolo per tutto, discoteche comprese. Le apri, chiedi il “Green pass”, decidi il numero massimo in base all’ampiezza, chiedi i nominativi per il tracciamento. È più semplice, eviti l’abusivismo e i raduni improvvisati organizzati sui social. Sarebbe più facile controllare 100 luoghi dove si entra solo con il “Green pass” anziché avere questa situazione». 

 

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