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Gioco d'azzardo, l'allarme di Fipe: «con la nuova legge nel Lazio sono a rischio 13mila posti lavoro»

L'allerta della federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio

Gioco d'azzardo, con la nuova legge nel Lazio sono a rischio 13 mila posti lavoro
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 14:09

La nuova legge di contrasto al disturbo da gioco d'azzardo patologico che entrerà in vigore il 28 agosto mette a rischio 13mila posti di lavoro nel Lazio. A lanciare l'allarme è Fipe Federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio. 

Gioco d'azzardo, cosa prevede la nuova norma 

La nuova norma prevede che i punti di gioco legale debbano avere una distanza di 500 metri dai luoghi sensibili come scuole, chiese e ospedali, pena la chiusura. Tra i punti critici, il fatto che «La legge non solo riguarda l'apertura di nuove sale da gioco, ma si estende anche ai punti gia' aperti e autorizzati, inclusi quelli dei piccoli esercenti come bar e tabacchi» dichiara in una nota il consigliere nazionale Fipe Emmanuele Cangianelli e Presidente di Egp, organizzazione di categoria degli Esercenti di giochi pubblici. «Se la legge, salvo emendamenti, dovesse entrare in vigore causerebbe la chiusura di circa 5 mila imprese del settore e l'eliminazione del 99% del gioco legale nel territorio del Lazio. Si desertifichera' l'offerta regolamentata di gioco».

A rischio 3mila bar a conduzione familiare 

La legge mette a rischio non tanto le sale specializzate, ma anche gli esercizi che hanno un'offerta di gioco che contribuisce a far quadrare i conti.  «Ad esempio, i bar che offrono apparecchi a piccola vincita sono in genere quelli di prossimità, a conduzione familiare. L'effetto della legge per queste attività riguarderebbe altri 3.000 bar e caffetterie in Regione» spiega Cangianelli. La preoccupazione per la perdita di posti di lavoro è stata espressa anche dai sindacati. I delegati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs in una lettera inviata alla Regione Lazio hanno evidenziato come la chiusura delle attivita' del gioco legale «incentiverebbe l'incremento di occupazione precaria, incerta e illegale in un sistema gia' messo a dura prova dalle chiusure protratte legate alla pandemia da Covid19 negli anni 2020 e 2021»

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