Aggredito alla cena della Roma il giornalista Gianluca Lengua del Messaggero

Il momento dell'aggressione
di Andrea Sorrentino
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Martedì 17 Maggio 2022, 23:51 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 19:50

Erano solo alcune foto scattate dall'alto, dal primo piano di un appartamento adiacente al ristorante in cui i giocatori della Roma stavano cenando. Foto di una tavolata, con gente che mangia, solo che erano i giocatori giallorossi, quindi erano una curiosità, una cosa carina, per mostrare i calciatori in un momento conviviale, verso la fine della stagione. Eppure sono state considerate inopportune, o peggio, e la conseguenza è stata un'aggressione al collaboratore del Messaggero, Gianluca Lengua, da parte degli uomini del servizio di sicurezza della Roma: agguantato per il collo della camicia (che si strapperà) con una presa professionale, le minacce, il tentativo di sbattergli la testa contro il muro, mentre il nostro cronista urlava “aiuto”.

Poi l'arrivo della polizia, che era lì di servizio, ha bloccato l'aggressione. Tutto era nato perché quando si è saputo della cena dei giocatori della Roma, in piazza de' Ricci, alcuni tra cronisti e fotografi si erano recati fuori dal ristorante, dove gli avventori cenano fuori dal locale, e così hanno fatto i calciatori, solo che la loro tavolata aveva una recinzione floreale per proteggerli dagli sguardi dei curiosi. Non potendo avere scatti della cena in quel modo, l'idea di due fotografi (uno del Messaggero) e di un giornalista, come spesso accade in casi del genere, è stata di chiedere ospitalità a una persona che abita in un appartamento di fianco al ristorante, per poter riprendere i giocatori della Roma dall'alto. Il tutto, mentre il nostro Lengua tra l'altro aspettava in basso, non partecipando agli scatti delle foto. Quando gli uomini del servizio di sicurezza della Roma si sono accorti che si stavano scattando fotografie dall'alto, hanno atteso i tre colleghi davanti al portone del palazzo, e quando sono scesi si sono mostrati ben poco contenti della loro “prodezza”. A quel punto Lengua ha iniziato a riprendere con una telecamera la scena; ma gli è stato intimato di mostrare il video che stava effettuando, e al suo rifiuto è scattata l'aggressione, che nonostante alcuni tentativi di smentita, è in realtà piuttosto ben documentata in un video che è stato girato da chi assisteva al fatto.

L'arrivo di due agenti della polizia ha posto fine alla colluttazione, poi come da prassi ci sono state le identificazioni dei protagonisti della vicenda, e si sono ascoltate le loro versioni dei fatti. 

Ma è difficile credere che delle semplici fotografie di una cena, tra l'altro effettuata in pubblico e in una pubblica piazza, possano portare a simili conseguenze, a un'aggressione addirittura. Per giunta a un giornalista, nell'esercizio delle sue funzioni ossia mentre svolge semplicemente il suo lavoro, che è documentare quello che accade, e in un caso simile, poi: una tavolata di giocatori, che mangiano. Niente di che. Eppure si è arrivati a mulinare le mani. C'è troppo nervosismo in giro, evidentemente. Ma ciò che è accaduto in piazza de' Ricci rimane inaccettabile.

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