Garibaldi, ritrovato lo scudo rubato a Roma nel 2000 dal Vittoriano. Che cos'è

Giovedì 19 Dicembre 2019
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Garibaldi, ritrovato lo scudo rubato a Roma nel 2000 dal Vittoriano. Che cos'è

Riappare lo scudo di Garibaldi, una massiccia opera di bronzo donata dai siciliani all'eroe dei due mondi. Era sparito ormai venti anni fa dal Vittoriano e ora i carabinieri lo hanno ritrovato nella casa di un architetto romano al quale non sarà facile giustificarne il possesso, anche se l'inchiesta è solo all'inizio.

Lo scudo, un'opera celebrativa e non certo un oggetto da difesa usato da Garibaldi, venne donato al condottiero  dal popolo siciliano in segno di affetto e riconoscenza dopo lo sbarco in Marsala. Lo scudo fu quindi affidato da Garibaldi alla città di Roma, che lo custodì nel Museo Capitolino, poi venne trasferito nel Museo Nazionale del Risorgimento nel Palazzo del Vittoriano che imostra anche il celeberrimo stivale destro del leader con il buco della pallottola sparata il 29 agosto 1862 sull’Aspromonte dal bersagliere Luigi Ferrari, di Castelnuovo Magra, che scelse di risparmiare la vita al nemico abbassando la mira.

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Non è ancora chiaro come possa essere sparito da lì per essere recentemente localizzato presso l'abitazione di un architetto romano. Sul presunto trafugamento indaga la Procura di Roma.

Il ritrovamento è frutto del lavoro dei Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale e della Stazione di Roma Gianicolense.

Si tratta di un'opera unica nel suo genere: una scultura bronzea policroma di forma circolare, del diametro di 118 cm e del peso di circa 50 chilogrammi, realizzata da Antonio Ximenes, padre del più noto scultore Ettore Ximenes. Nel centro dello scudo, al posto dell'antico brocchetto che serviva per colpire il nemico, sporge da una conchiglia (per l'appunto Caprera) sormontata dalla testa di Giuseppe Garibaldi.

Fa da cornice una corona di quercia cinta da un nastro: sulle foglie sono incise le principali battaglie combattute da Garibaldi, da Montevideo e Digione. Lo scudo è diviso in otto raggi, in ognuno dei quali sono incisi gruppi allegorici che riportano gli stemmi delle principali città italiane, oltre ad icone simboliche che rappresentano la Carità, la Giustizia, la Gloria e la Scienza strategica. L'intero scudo è cinto da una corona d'alloro dove sono incisi i nomi di tutti i «Mille di Marsala» (ndr, 1089 per l'esattezza).
 

 

Come documentato in vari cataloghi di esposizioni dell'opera, era sicuramente esposto nel 1982, in occasione del centenario della scomparsa dell'Eroe. A dispetto dell'inestimabile valore culturale dell'opera, che testimonia un segmento temporale fondamentale per la storia del Bel Paese, non è ancora chiaro come lo scudo possa essere sparito dal Museo Nazionale del Risorgimento, per essere recentemente localizzato presso l'abitazione di un architetto romano.

Per ora dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e condotte congiuntamente da Carabinieri del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale e della Stazione di Roma-Gianicolense, da cui è partito l'input investigativo, sembrerebbe che il trafugamento sia avvenuto nei primi anni del 2000.

 

Ultimo aggiornamento: 15:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA