Roma, Galleria Giovanni XXIII chiusa, allerta per gli ospedali. Sos dei residenti: c'è anche Tullio Solenghi

Sabato 11 Gennaio 2020 di Raffaella Troili
Preoccupazioni, molte. E nell’aria, proteste. Le ripercussioni sulla viabilità legate alla prossima chiusura per lavori della Galleria Giovanni XXIII hanno guastato l’inizio d’anno nel quadrante di Roma nord. Ai residenti arrabbiati si aggiunge l’allarme dell’assessore alla Sanità della Regione, Alessio D’Amato. «Sono seriamente preoccupato per le ripercussioni sulla rete dell’emergenza-urgenza: ogni mese transitano in quel tratto oltre 2mila mezzi di soccorso, un’ottantina al giorno, diretti verso Gemelli, San Filippo Neri e Cristo Re, Hub nella rete dell’emergenza in tutte le attività tempo-dipendenti (trauma, ictus, infarto, perinatale) in cui il fattore tempo è determinante per la vita delle persone. Ad oggi nessuna comunicazione ufficiale sulla viabilità alternativa funzionale è stata rappresentata all’Ares 118». Di questo D’Amato ha interessato il prefetto, «dobbiamo garantire una cintura che permetta di arrivare ai presidi ospedalieri in tempo certo, non sappiamo nulla a oggi della viabilità alternativa a cui sta lavorando il Comune. Sono dell’idea che se i lavori si possono posticipare all’estate sarebbe meglio per tutti e si potrebbe organizzare meglio la viabilità e garantire soccorsi e qualità dell’assistenza».

Intanto i comitati di quartiere stanno raccogliendo firme per chiedere al Comune di posticipare i lavori quando finiranno le scuole. «Mi dicono che siamo arrivati a 7mila firme - scende in campo anche Tullio Solenghi - Altrimenti sarà una sciagura per la viabilità, la chiusura va rinviata». L’artista impegnato a Milano al Teatro Manzoni a fianco di Massimo Lopez prende posizione sulla chiusura prevista dal 20 gennaio. Solenghi che abita a via Cortina d’Ampezzo oltre a conoscere i disagi della zona si è fatto portavoce delle lamentele e le preoccupazioni di figli, amici, conoscenti. «Mi sarei aspettato che prima fossero stati interpellati i residenti per un’opinione, dei suggerimenti.

Non contesto certo i lavori, quella galleria è nata sfigata. Ma i tempi. Si poteva aspettare la fine delle scuole quando il traffico cala un poco, un clima più propizio che permettesse di spostarsi in motorino». I residenti daranno vita a manifestazioni di protesta. «Se sarò a Roma parteciperò volentieri. Non hanno voluto tener conto dei disagi di chi vive in zona, evidentemente chi ha deciso non è di Monte Mario».

Conosce bene i disagi quotidiani, le chiusure spot del tunnel. «Tanto che consiglierei al Comune di chiedere i danni alla ditta costruttrice: da quando ha aperto è stato un continuo stillicidio. Basta un po’ di pioggia consistente a provocare infiltrazioni». Soluzioni, non ne ha. «Il traffico si sparpaglierà come succede ogni volta che la chiudono nelle zone limitrofe. Ma tutti i giorni non ci muoveremo più. Nella zona di via Trionfale all’imbocco con Ponte Milvio già ogni mattina il traffico è congestionato. Ora sarà il delirio. Sarà un problema per tutti, per quanti si spostano per lavoro, per portare i figli a scuola, ci si dovrà svegliare alle 5 del mattino».
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