G20 a Roma, Johnson in ritardo per la foto. Draghi: «Ma dove sta? Boris, Boris!». E i leader scoppiano a ridere

Il simpatico siparietto tra il presidente del Consiglio e il primo ministro britannico

G20 a Roma, Johnson in ritardo per la foto. Draghi lo chiama: «Ma dove sta? Boris, Boris!». E i leader scoppiano a ridere
di Simone Pierini
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Sabato 30 Ottobre 2021, 12:54 - Ultimo aggiornamento: 13:34

«Ma dove sta?». Il siparietto che strappa un sorriso prima del tavolo tra i leader presenti al G20 di Roma. «Boris, Boris». Mario Draghi chiama Boris Johnson. Tutti i leader sono pronti per la foto di famiglia del G20, ma mancano il primo ministro britannico e il canadese Justin Trudeau, che si sono fermati a parlare. A quel punto Draghi, padrone di casa, chiama «Boris» e tra i sorrisi degli altri leader i due ritardatari si uniscono ai colleghi per la fotografia. Il clima è rilassato, prima dello scatto. Le telecamere immortalano tra l'altro uno scambio di battute tra il presidente americano Joe Biden e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

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Dal siparietto Draghi-Johnson al messaggio anti pandemia

Un forte messaggio anti pandemia è stato lanciato dai leader del G20 nella 'photo opportunity' della Nuvola. Mario Draghi ha fatto gli onori di casa per il momento di più alto valore simbolico del primo giorno del summit. I leader, sul podio, hanno accolto con un lungo applauso medici, infermieri, operatori della Croce rossa e volontari che si sono uniti a loro per la foto comune.

 

I capi di stato e di governo si sono messi in posa, secondo protocollo, attorno al padrone di casa Draghi, tra il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan al-Saud, che ha lasciato la presidenza del G20 all'Italia lo scorso anno, ed il presidente indonesiano Joko Widodo, prossimo presidente di turno del gruppo. Alle spalle del premier Angela Merkel in 'tailleur' giallo. I leader hanno però dovuto aspettare qualche attimo in più per lo scatto a causa dei ritardatari del britannico Boris Johnson e del canadese Justine Trudeau. Una pausa inattesa trasformata in una opportunità dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha rotto il protocollo per avvicinarsi a Joe Biden per un saluto a quattrocchi.

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