Diabolik, scontro sul funerale l'ipotesi di farlo fuori Roma

Giovedì 15 Agosto 2019 di Alessia Marani
Diabolik, scontro sul funerale l'ipotesi di farlo fuori Roma

Fumata nera sul funerale di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, il capo degli Irriducibili, gli ultras della Lazio. Ieri mattina i familiari dell'uomo, ucciso con un colpo di pistola il 7 agosto nel parco degli Acquedotti, sono stati convocati ancora una volta in Questura. «L'ultima - tuona la sorella Angela - perché abbiamo chiaramente detto ai funzionari con cui abbiamo parlato che non andremo più. Abbiamo proposto di svolgere le esequie pubblicamente al santuario del Divino Amore, fuori dal centro abitato, in una zona facilmente delimitabile e logisticamente adatta ad accogliere molte persone in questi giorni di agosto con la città mezza vuota. Ma in tutta risposta ci è stato proposto di svolgere il funerale sempre in maniera semi-clandestina, a numero chiuso, ma nella spoglia cappella del policlinico di Tor Vergata. Un numero chiuso per noi è impensabile e anche imbarazzante - aggiunge - come possiamo, infatti, noi fratelli o mia cognata e le mie nipoti, decidere chi può venire e chi no? Come possiamo dire a qualcuno tu sì, tu no?».

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COLPI DI SCENA
Le aperture pur mostrate da via di San Vitale, dunque, non sono bastate ai Piscitelli che restano fermi sulle loro posizioni e ribadiscono: «Percorreremo tutte le vie legali per fare avere a Fabrizio un funerale degno». A questo, punto la querelle sull'addio al Diablo è scontro aperto e rischia di virare verso un colpo di scena: «Stiamo prendendo in considerazione la possibilità che il funerale si svolga al di là dei confini della provincia romana, anche se l'ipotesi non è facilmente percorribile per via dei miei genitori molto anziani», aggiunge Angela. Insomma non è escluso che la moglie Rita e le figlie Giorgia e Ginevra possano decidere di portare il feretro di Diabolik al di fuori della giurisdizione del questore di Roma e dove l'ordinanza che vieta le pubbliche esequie, non avrebbe più valore. Forse a Viterbo dove funziona il forno per le cremazioni. Nel caso si dovrebbe pronunciare l'autorità competente per territorio. Con una nuova ordinanza, intanto, la Questura impone alla famiglia di comunicare «con congruo anticipo» qualsiasi spostamento del corpo. Temendo un'azione a sorpresa.

LE MOTIVAZIONI
Martedì mattina erano già saltati i funerali privati disposti nella prima ordinanza del questore Carmine Esposito al cimitero Flaminio, dove poi la salma sarebbe stata avviata alla cremazione, così come da volontà espressa in vita da Piscitelli. I familiari, infatti, hanno fatto mancare la propria autorizzazione alla traslazione del corpo che, quindi, è rimasto nella cella frigorifera dell'obitorio di Tor Vergata. Per le autorità giudiziarie Diabolik, oltre a essere il leader della Curva Nord laziale con aderenze nell'estrema destra, è anche e soprattutto un personaggio di elevata caratura criminale in grado di attirare i gruppi più disparati - e violenti - del mondo ultrà e non solo. E un funerale che rischi di essere celebrativo sulla falsariga di quello di Vittorio Casamonica andato in scena a Don Bosco nell'estate del 2015, non s'ha da fare. «Motivi di ordine pubblico».

LA TENSIONE
Martedì sera, lontani dal clamore, familiari e tifosi, più di 150, hanno ricordato «Fabrizio» durante una messa in sua memoria svolta all'interno della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, sulla Tuscolana, a due passi dalla sede degli Irriducibili di via Amulio. Un veloce tam tam ha radunato gli ultras rimasti a Roma o tornati in fretta e furia dai luoghi di villeggiatura. Nella tana dei supporter di Mr Enrich (la loro mascotte, ndr) continuano ad arrivare mazzi e cuscini di fiori da ogni parte d'Italia, ma anche dalle Curve gemellate in Europa. Il funerale in sospeso rischia di accendere nuove micce sugli spalti al fischio d'inizio del campionato. Il primo settembre si disputerà subito Lazio-Roma. La Curva Nord non avrà più il suo riferimento indiscusso. Quella della Roma è già piena di cani sciolti. Ma adesso che succederà? I Piscitelli sono intenzionati ad attendere l'esito del ricorso al Tar contro la decisione della Questura di vietare i funerali privati. L'udienza dovrebbe tenersi intorno al 10/12 settembre. Il braccio di ferro continua, a ciascuno la sua mossa.
 

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