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Foto hot da minorenni, poi le ricatta: 18enne condannato a un anno e quattro mesi

Foto hot da minorenni, poi le ricatta: 18enne condannato a un anno e quattro mesi
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 3 Luglio 2019, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 16:15

Cuori, baci e strizzatine d'occhio. L'aggancio su Lovoo, la app di incontri per flirtare, chattare e fare nuove conoscenze, era sempre romantico, un arcobaleno di emotion. A 18 anni Luca R., romano del quartiere Casilino, fresco di diploma, aveva deciso di adottare l'espediente passionale per agganciare in chat coetanee o ragazzine ancora più giovani, per poi abbindolarle e costringerle, sotto minaccia, a contraccambiare prestazioni hard via web-cam.

Abusi che lo studente col pallino del sesso ha pagato ieri, a piazzale Clodio, con una condanna, in abbreviato, a un anno e 4 mesi di carcere per violenza sessuale. «Non cercava amore, ma intimità estorte, terrorizzando le ancor più giovani malcapitate, tutte minorenni», è stata la ricostruzione dell'accusa. Il copione sempre lo stesso. I baci su Lovoo, le chiacchierate in chat fino a notte fonda. E poi il passaggio ai contatti su WhatsApp e Instagram, dove scambiarsi ancora foto e sorrisi. Con fare sempre più ossessionante però il diciottenne chiedeva scatti in costume e in intimo. «Fammi vedere quanto sei bella», era la rassicurazione alla malcapitata di turno, «già mi piaci». Memorizzate le foto il ragazzino romantico si trasformava in uno sfacciato ricattatore erotico. «O ti mostri tutta nuda e ti accarezzi oppure farò circolare le tue foto in intimo su internet». Almeno tre le adolescenti che si sono piegate al gioco erotico, due diciassettenni e una quindicenne. Beatrice è la prima della lista. Studia al liceo e si è soffermata su Lovoo per conoscere nuovi ragazzi. E così conosce Luca e quasi se ne innamora. Lui è affettuoso. Vuole sapere tutto sul percorso di studi, ma anche sulla taglia del reggiseno. «Inviami delle foto, dai. Mi basta qualche scatto in perizoma». Beatrice acconsente. Non sa ancora che, dal 18 al 23 gennaio del 2017, è il gancio che la porterà in un incubo. «Chiamami stanotte, spogliati». La ragazzina piange e poi si piega ai soprusi. Venendo a sua volta costretta a subirne, sempre via chat. Negli stessi giorni Luca aggancia pure Camilla, stessa età. E anche con lei sfodera l'iniziale tecnica di corteggiamento, fino a spingerla a inviarle tre filmati erotici. In alternativa, come scriverà la mamma della giovane in denuncia, l'avrebbe «disonorata sui social». La minaccia a Vanessa, 15 anni, era arrivata a WhatsApp, dopo l'iniziale corteggiamento. Non si era accontentato delle foto in nudo che la ragazzina gli aveva girato. Ha preteso altro. Scene e contatti ricostruiti dagli investigatori della polizia postale, su delega del pm Elena Neri, dopo aver sequestrato l'IPhone e il pc dell'indagato. Beatrice si era decisa a sfogarsi con la mamma quando ha capito che il nuovo amico si era trasformato in un aguzzino.
 

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