Fiumicino, picchia la collega a scuola: «Aveva stampato un'email»

Botte e offese nell’aula di informatica. L’insegnante: «Inaudito, l’ho denunciata»

Fiumicino, picchia la collega a scuola: «Aveva stampato un'email»
di Camilla Mozzetti
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Martedì 18 Gennaio 2022, 07:21 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Prima ha iniziato ad urlare: «Cosa stai facendo? Cosa sono questi fogli?». Poi sono arrivate le offese di fronte ad una classe intera di studenti nell'aula di informatica ed infine ecco le botte. Strattonata e offesa per aver stampato un numero di fogli superiori a quello consentito tra cui anche una e-mail personale. Ed è così che venerdì scorso nell'istituto superiore Paolo Baffi di Fiumicino una docente ha aggredito una sua collega di 63 anni, insegnante di inglese, offendendola e strattonandola ripetutamente.

Fiumicino, picchia la collega a scuola

 

La vicenda non è rimasta chiusa dentro la scuola: ieri la vittima - che chiameremo Chiara perché ha chiesto l'anonimato - si è presentata al commissariato di polizia di zona sporgendo regolare denuncia.
I fatti sono questi: venerdì mattina Chiara, che da tempo si occupa della biblioteca dell'Istituto, aveva bisogno di stampare alcuni moduli di permesso per assistere la figlia disabile. L'unico pc disponibile, essendo la segreteria quasi decimata per contagi e quarantene, era quello dell'aula di informatica così la professoressa ha varcato la soglia della classe e quello che ne è seguito dopo è un racconto anomalo, quasi inverosimile accaduto in una scuola superiore di frontiera.

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IL RACCONTO
«Ho forse commesso uno sbaglio ma la reazione che c'è stata da parte della mia collega - ricorda la vittima - è stata sproporzionata». «Avevo bisogno di stampare dei moduli per il permesso della 104 ma controllando poi la posta elettronico ho visto che mi era arrivata una e-mail da parte di un'associazione a cui mi ero rivolta per l'affido di un cucciolo da regalare a mia figlia che è disabile e da poco ha perso il suo cane a cui era legatissima. Così, poiché era anche giornata di sciopero ed era difficile per me nel pomeriggio spostarmi per trovare un rivenditore che mi consentisse di stampare quella e-mail, mi sono detta la stampo qui». Un foglio in più rispetto a quelli previsti che ha letteralmente imbestialito la collega. «La professoressa che ho denunciato - spiega ancora Chiara - non appena ha visto il foglio ha iniziato ad urlare davanti a tutta la classe, offendendomi e dicendomi come mi ero permessa di utilizzare la stampante per motivi personali». A quel punto la vittima ha chiesto scusa aggiungendo anche la disponibilità a pagare quel foglio se questo era il problema. Ma non è bastato a sedare la collera della collega che - senza indossare alcun tipo di protezione e dunque urlando a volto scoperto senza mascherina - in un attimo le si è scagliata contro. «Mi ha preso alle spalle, mi ha strattonato, mi dava le botte sul braccio, sembrava una furia».


DALLA POLIZIA
Alla fine sentite le urla, a cui si sono aggiunte quelle degli studenti, in classe è arrivata la vicepreside che ha interrotto l'aggressione. Sul posto, chiamata dalla vittima è arrivata anche la polizia e un'ambulanza. L'insegnante ha rifiutato il trasferimento in ospedale andandosi poi a far vedere in un centro di primo soccorso territoriale. Aritmia anomala, contusione al braccio, guaribile in pochi giorni, nonché un rialzo eccessivo di pressione. E così è partita la denuncia. «Ho sbagliato sicuramente a stampare un foglio personale a scuola - conclude la vittima - ma una reazione del genere, un'aggressione ingiuriosa e violenta anche di fronte ai ragazzi non è accettabile, non è solo un'offesa alla mia persona ma un danno per tutti quelli che nella scuola e nella sua valenza educativa credono fortemente».
 

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