Fiumicino: il "Biodistretto Etrusco Romano" un modello agricolo innovativo da imitare

I prodotti agricoli del "Biodistretto Etrusco Romano" di Fiumicino
di Umberto Serenelli
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Sabato 23 Ottobre 2021, 16:39

La biodiversità entra di prepotenza nelle coltivazioni e negli allevamenti di dieci aziende presenti nei comuni di Fiumicino e Cerveteri. È questo lo spirito che anima i primi passi del neonato “Biodistretto Etrusco Romano” il cui obiettivo è creare una filiera di prodotti genuini in grado di valorizzare anche le peculiarità e la vocazione agricola del territorio. Un’esperienza già vissuta con successo da agricoltori e allevatori che hanno dato vita a sei Biodistretti nel Lazio, coinvolgendo anche gruppi che erogano servizi e fanno dunque parte dell’indotto. «Per il momento hanno aderito al progetto dieci aziende dedite all’agricoltura: nove di Fiumicino e una di Cerveteri, ma contiamo presto di ampliare la lista dopo la presentazione ufficiale nel castello di Torrimpietra – commenta Massimiliano Mattiuzzo, presidente del Biodistretto –. Nel territorio sono attive circa 50 strutture impegnate nell’agricoltura biologica e che occupano 4.700 ettari. Il nostro Biodistretto è dunque in rampa di lancio grazie alla sensibilità mostrata da Regione, Consorzio di Bonifica, Arsial e dai comuni di Fiumicino e Cerveteri». L’attività degli operatori agricoli, che ricade nei confini della Riserva statale del litorale romano, accelera e si allinea con i 40 Biodistretti a livello italiano.

VISITE DI DELEGAZIONI STRANIERE

Addirittura sta già facendo scuola grazie ai contatti con l’Università della Tuscia e quella de La Sapienza i cui studenti hanno iniziato a fare ricerca. «Non solo – sottolinea Mattiuzzo – le delegazioni colombiane e del Kazakistan ci sono venute e trovare per apprendere le tecniche di coltivazione sui 37 mila ettari di cui 15 mila utilizzati per orticoltura e foraggio-zootecnico con tanto di allevamenti di bovini di circa 15 mila capi». Queste visite hanno confermato la qualità delle proposte innovative che stanno spingendo i vertici del distretto a aprire un Centro di formazione, messo in cantiere nel prossimo piano triennale. «Stiamo vivendo una trasformazione epocale in campo agricolo», sono le parole dell’addetto ai lavori Claudio Caramadre, mentre l’assessore all’Ambiente del comune di Cerveteri, Elena Gubetti, ne parla con toni entusiastici fino a sottolineare: «Mi sono innamorata subito del progetto». Va oltre l’assessore regionale all’Agricoltura, Enrica Onorati, che ritiene “fondamentale fare squadra per accrescere il processo produttivo legato allo sviluppo del territorio”. «Un progetto ambizioso che ho visto nascere con la legge approvata nel giugno del 2019 dalla Regione che, prima in Italia, ha deciso di investire sulla tutela della biodiversità – afferma la consigliera regionale Marta Bonafoni -. Per tale motivo abbiamo stanziato 400mila euro, con un bando in scadenza il 10 novembre, che permetterà di finanziare progetti sullo sviluppo dell’agricoltura biologica».

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