Un museo tra le vetrine: in mostra l'antica Fidene

Martedì 22 Gennaio 2019 di Lucilla Quaglia

Centri commerciali non più solo mete preferite per fare acquisti, mangiare e vedere film ma anche luoghi per un interessante approfondimento culturale. Scavi e teche escono fuori, per una volta, dalle tradizionali sedi istituzionali. E anche la periferia si riappropria in tal modo della sua identità. A testimoniare il nuovo trend capitolino è un gioiello: la mostra Fidenae alla Porta di Roma, inaugurata ieri mattina nel grande polo dello shopping alla Bufalotta. Qui, in un'ampia sala dalle mura scure, catalizzano subito l'attenzione alcuni dettagli dell'enorme e antico mosaico composto, allestito nel nuovo spazio museale: il cane che fa la guardia all'abitazione, una serie di pigmei, di cui uno impegnato, ante litteram, a fare surf su di un'anfora e poi una murena, un delfino, una vongola, una triglia, una torpedine, un polpo.
 


Scene di vita quotidiana rappresentate dai quattro mosaici in tessere bianche e nere, accuratamente restaurati, presentati dal pool di esperti assorbiti da anni di ricerche. Affascinanti testimonianze della città di Fidene che sorgeva proprio in questa vasta area. Quei mosaici, spiegano i tecnici, «inizialmente erano all'ingresso del centro commerciale ma spesso erano utilizzati come sedili di appoggio. In pratica, nessuno dei visitatori ne conosceva valore e provenienza. Ora, con l'apertura della sala museale, ne sono stati aggiunti altri, provenienti dal Museo Nazionale Romano. Il risultato finale è che adesso sono collocati nella stessa posizione in cui giacevano nell'edificio originario: una mansio, ossia un luogo di posta, di sosta per i viaggiatori.

Nelle vetrine a lato dei mosaici si stagliano i reperti provenienti della campagna di scavi durata vent'anni: mattoni della muratura della mansio, con tanto di timbro di fabbrica e impronta di animale, frammenti di lastra decorativa, balsamari in vetro e ceramica, lucerne, oggetti miniaturistici tipici delle tombe, coppe in pareti sottili e una testa di Giove proveniente da Castel Giubileo. «Oggi aggiunge Andrea Schiavo, ideatore e coordinatore del progetto si inaugurano due cose: uno spazio dedicato alla storia, alla cultura e all'archeologia e la mostra sulla misteriosa Fidene». L'area espositiva Fidenae alla Porta di Roma, con i suoi preziosi reperti archeologici, rappresenta inoltre una nuova tappa della politica culturale promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma: la restituzione alla città e ai cittadini del loro passato. Ne sono testimoni, tra gli altri, gli archeologi Paola Filippini, per la parte scientifica, con Francesco di Gennaro, nume tutelare di tutta questa avventura, e il padrone di casa Filippo de Ambrogi, grande promotore dell'evoluzione 2.0 dei centri commerciali in versione culturale. «L'antica città di Fidene - aggiunge di Gennaro - svolgeva un ruolo importante tra la Roma dei Romani e il Lazio dei Latini».
Il soprintendente Prosperetti aggiunge: «Lo spazio rappresenta un polo per la conoscenza storica e archeologia dell'area». Un modo anche questo per recuperare l'identità di una periferia che è ricca di passato. Il progetto è anche la dimostrazione di una tendenza sempre più diffusa: i centri commerciali non sono più semplicemente un luogo dove si va a fare shopping, ma si sono trasformati in veri poli d'attrazione, tra spettacoli, intrattenimento, cinema, ristorazione. Ed ora, appunto, anche con un'area museale. Il museo aprirà al pubblico, ogni sabato e domenica dalle 12 alle 20 (a partire da sabato prossimo): un modo in più per far conoscere ai cittadini della zona, e a tutti gli avventori, l'antica storia del territorio.
 

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