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Federico Tedeschi, la Procura riapre il caso: «Omicidio volontario»

Federico forse non morì per un infarto. La Procura riapre il caso Tedeschi: fascicolo per omicidio volontario
di Camilla Mozzetti
3 Minuti di Lettura
Sabato 30 Aprile 2022, 18:54 - Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 13:51

Era una domenica quel 26 novembre 2017 quando mamma Emanuela uscì per andare prima a messa in chiesa e poi a fare la spesa mentre suo figlio Federico Tedeschi, 19 anni appena, stava ancora dormendo. La donna tornò qualche ora più tardi e insieme all’altra figlia trovò il ragazzo riverso in terra, nella sua stanza, ormai senza vita. L’arrivo immediato dei soccorsi non servì a nulla: Federico era morto ma aveva il volto tumefatto, come se qualcuno l’avesse picchiato.

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Federico Tedeschi, riaperte le indagini

Si parlò invece di morte naturale, un infarto nonostante la giovane età, e quei segni sul volto furono attribuiti agli esiti di una caduta rovinosa a seguito del malore. Ma mamma Emanuela a questa ricostruzione non ha mai creduto, si è battuta invece per chiarire quello che lei stessa definì “il porto delle nebbie”: Federico non era morto per cause naturali, forse qualcuno l’aveva ucciso. E, spinta da questa convinzione, ha fatto di tutto, fino a scrivere un accorato appello all’ex Procuratore capo Michele Prestipino che la ricevette. Era il luglio del 2021 e già la strada sembrava tracciata: la Procura ha deciso la riapertura ufficiale del caso disponendo un nuovo fascicolo per omicidio volontario e conferendo l’incarico delle indagini alla Squadra Mobile, III sezione Omicidi che è già a lavoro.

Cosa era accaduto

Torniamo a quasi cinque anni fa: è una domenica come tante, si pensa a come trascorrere una giornata invernale distribuendola tra le piccole incombenze necessarie ma anche tra possibili piaceri e distrazioni. Federico dorme, sua madre con l’altra figlia Ludovica, esce per andare a fare la spesa. Non c’è nulla di strano. Ma quando entrambe rientrano nella villetta all’Infernetto trovano il cancello di casa socchiuso. Lì per lì non danno importanza a questo dettaglio, pensano al contrario di averlo lasciato aperto loro.

Il caso archiviato

Passano pochi minuti e scoprono il corpo di Federico riverso in terra. Sul posto arriva il 118 ma è ormai troppo tardi, il19enne è morto eppure ha quelle ferite: il volto tumefatto e un dente che non c’è più. La scena viene comunque da prassi scandagliata in ogni angolo ma non si trovano tracce che possano far supporre ad un’aggressione e gli inquirenti, all’epoca, ritennero che si trattò di una morte naturale: necrosi cardiaca su base ischemica. Il caso fu archiviato ma la famiglia non se ne convincerà mai. Mamma Emanuela, che trovò anche delle chat sospette sul cellulare del figlio dopo la sua morte, sporgerà anche denuncia per omicidio volontario contro ignoti e “incapsulerà” sigillandola la stanza del figlio nella speranza di nuovi sopralluoghi e nuove analisi. Lo ha aspettato per quasi cinque lunghi anni ed ora una nuova inchiesta potrebbe forse risolvere uno dei tanti “coldcase” della Capitale.

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