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Expo Roma, il modello a Parigi: università e imprese, il piano del Campidoglio

A Parigi il comitato promotore presenta oggi la candidatura di Roma 2030. Un tavolo con atenei e aziende per battere la concorrenza di Busan e Riad

Expo Roma, il modello a Parigi: università e imprese, il piano del Campidoglio
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Martedì 21 Giugno 2022, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 11:31

Venti minuti per spiegare al mondo perché Roma è la sede migliore per ospitare l’Expo nel 2030. E perché il tema scelto - “Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione”, cioè come si ripensano le città del futuro in termini sociali, ambientali e produttivi - sarà centrale nella vita di ogni Paese. Oggi a Parigi entra nel vivo la corsa per strappare l’organizzazione della manifestazione, che si terrà quindici anni dopo il successo registrato a Milano: nella sede del Bie (il Bureau International des Expositions) Roma presenta ai 170 Paesi Membri la filosofia della sua candidatura e la volontà di creare un evento che possa anche negli anni successivi rendere la Capitale un laboratorio all’avanguardia per la rigenerazione urbana. 

Intanto si affina la macchina organizzatrice: il Campidoglio ha deciso di creare un tavolo permanente per coordinare il lavoro da fare assieme alle università e alle aziende. Lo guiderà l’assessore all’Attività economica, Monica Lucarelli, alla quale è stata data una missione molto complessa: spingere questi due mondi a fornire soluzioni tecnologiche, che saranno utilizzate nei futuri padiglioni da costruire nell’area di Tor Vergata e che la giunta Gualtieri vuole implementare e mantenere anche dopo la fine dell’evento per rendere Roma finalmente una smart city.

Parliamo di soluzioni per la connettività, per trasporti leggeri o per servizi di nuova generazione che taglino le distanze tra il Centro e la periferia. In quest’ottica il mondo universitario avrà un ruolo centrale: l’ateneo di Tor Vergata, insieme alla Sapienza e Roma tre, trasformerà alcuni padiglioni, tra quelli progettati dall’archistar Carlo Ratti, in centri di ricerca su nanotecnologie e sulla mobilità leggera.
Per quanto riguarda le imprese, basta ricordare che durante il primo incontro pubblico voluto dal primo cittadino Roberto Gualtieri, sono state coinvolte le principali media company e quelle che si occupano della gestione dei big data.

Il tavolo

Il tavolo guidato dall’assessore Lucarelli sarà ufficializzato a metà luglio, quando si terranno gli Stati Generali di Expo, aperti dal premier Mario Draghi e dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Intanto oggi, all’assemblea del Bie (ci si potrà collegare dalle 9.30 al sito https://www.bie-paris.org/site/en/live-streaming) la delegazione italiana sarà guidata dagli ambasciatori Giampiero Massolo e Giuseppe Scognamiglio, rispettivamente presidente e direttore generale del comitato organizzatore, nel quale siedono il governo, il Comune, la Regione e la Camera di Commercio. Soprattutto la giornata vedrà il primo confronto tra le tre città candidate - oltre Roma, Busan e Riad - dopo l’abbandono da parte di Mosca e Odessa.

Nei venti minuti a disposizione gli italiani sottolineeranno la volontà di lasciare a Tor Vergata dopo l’evento una cittadella della scienza (il Bie chiede che parte dei padiglioni sia riconvertita) e con l’aiuto di immagini sottolineeranno la forza e l’impatto che Roma può garantire per manifestazioni di questo genere. Forti anche del Giubileo che si terrà tra tre anni. Sono previsti anche messaggi da parte dei maggiori esponenti del governo. 
L’assemblea di oggi servirà anche a capire come si schiereranno i 170 Paesi del Bie: l’Italia ha dalla sua il fatto di essere l’unico Paese occidentale in lizza. I prossimi incontri al Bie si avranno a giugno e a novembre dell’anno prossimo. Proprio a novembre 2023 si deciderà chi ospiterà l’Expo del 2030. 

 

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