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Elezioni comunali a Roma: la carta Gualtieri contro Raggi «pietra d'inciampo». Il nodo centrodestra

Elezioni comunali a Roma: la carta Gualtieri contro Raggi «pietra d'inciampo». Il nodo centrodestra
di Mario Ajello
5 Minuti di Lettura
Sabato 27 Marzo 2021, 10:29 - Ultimo aggiornamento: 11:54

È arrivata l’ufficializzazione: Roberto Gualtieri è in campo come candidato sindaco di Roma. Lo ha detto Enrico Letta e la partita per il Campidoglio ha un primo punto fisso. In Gualtieri. Un altro punto fisso sono le primarie dem che si faranno - ma Calenda candidato di Azione continua a credere che il Pd alla fine eviterà i gazebo - però bisogna vedere quando. Una data non c’è e dipende anche dall’andamento della pandemia la possibilità di allestire la consultazione. Altra data, la più importante, ancora da definire con esattezza è proprio quella del voto delle Comunali, a Roma, Napoli, Bologna, Milano e nelle altre città. Il decreto del Viminale dispone che le elezioni previste nell’anno in corso si svolgano in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021.

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Nello stesso decreto si sancisce che le elezioni si svolgeranno su 2 giornate (domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15). Non solo le Comunali. Ma anche le elezioni regionali in Calabria e le suppletive per un seggio vacante alla Camera.  Non c'è quindi una data, ma una finestra. Il primo appuntamento utile è quello del 19 e 20 settembre. Gli occhi degli addetti ai lavori sono però fissati sul 10 e 11 ottobre, teoricamente l'ultima data buona nell'ambito della finestra indicata. Tutti pronosticano quella come data buona per lo svolgimento del voto. Una data che eviterebbe una campagna elettorale sotto il solleone di agosto.  La strategia del Pd - «So di giocarmi l'osso del collo sulle elezioni per il Campidoglio», dice Letta - è quella di testare nelle Comunali non solo a Roma l’alleanza con i 5 stelle in vista delle Politiche del 2023. Ma se la partita è delicata ovunque - perché questa alleanza stenta a decollare, vedi Napoli dove contro l’ipotesi rossogialla di Fico si è messo il governatore dem De Luca o Milano dove il grillino Buffagni potrebbe sfidare l’uscente Sala - è particolarmente delicata a Roma. «Il nostro giudizio sul sindaco uscente non è lo stesso di quello dei 5 Stelle, e Virginia Raggi rischia di essere una pietra di inciampo»: parola di Letta. «Io sono determinata più che mai a vincere queste elezioni e a proseguire nel governo del cambiamento in questa città»: insiste la Raggi.

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Ormai lo schema è deciso: ogni corre per conto proprio al primo turno e poi Pd e la Raggi, tenteranno un accordo per il ballottaggio. Ma riusciranno gli avversari, Gualtieri probabilmente e Virginia, a non darsi troppe botte nella prima fase per poi convergere nella seconda? E chi arriverà al ballottaggio tra i due? Nel Pd assicurano: «La Raggi non ha neppure la più minima possibilità di superare il primo turno». Ma chissà. Di sicuro Conte, che pure vorrebbe, non riuscirà a farla ritirare dalla corsa, anche per Grillo continua a sostenere tra un “daje” è un “aridaje”, la “guerriera Virginia”. Contro di lei, in un format donna contro donna, le donne del Pd guidate da Patrizia Prestipino, deputata romana stravotata nel suo collegio dell’Eur alle Politiche del 2018, stanno organizzando una candidatura femminile forte che vuole essere anche un segnale per la parità di genere rivolto al Nazareno. Questo: «Il protagonismo femminile che il nostro partito finalmente sta favorendo a tutti i livelli - spiega la Prestipino - deve riguardare anche la corsa al Campidoglio».

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Ma i veri problemi sono nell’altra metà del campo. Il centrodestra non ha il candidato per ora e non trova la quadra sui due nomi possibili ma sempre più in bilico: Andrea Abodi sostenuto da Fratelli d’Italia e Guido Bertolaso per Lega e Forza Italia ma l’ex capo della Protezione civile vedendo il marasma non fa che dire di non essere disponibile alla corsa. Il candidato sindaco di Roma del centrodestra «sarà comunque espressione della società civile», dicono tutti. Cresce dunque l’attesa per l’incontro tra i partiti della coalizione dal quale uscirà il nome di chi correrà per Palazzo Senatorio. «Il tavolo del centrodestra si è riunito molte volte, i nomi sui quali stiamo lavorando sono quelli, Bertolaso e Abodi. Quando ci riuniremo ci vorrà mezz’ora per decidere», lo dice Claudio Durigon, deputato e coordinatore del Carroccio per il Lazio. Ma Giorgia Meloni sembra prendere tempo. Tra Giorgia e Salvini nessuno dei due vuole dare all’altro nella competizione politica nazionale, il vantaggio Capitale. Si dice che dopo Pasqua ci sarà la decisione ma probabilmente slitterà e si cercheranno altri nomi da metter in campo. Sì, ma quali? «L’accelerazione che sta avendo la sinistra nello schierare le sue pedine - dice Salvini ai suoi i quali temono una candidatura dem all’ultimo momento di Zingaretti e “sarebbero guai” - ci impone di sbrigarci». Anche perché il programma per Roma il centrodestra lo ha, le liste da presentare pure, ma manca il nome forte.

 

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