Droga dello stupro nella "Roma bene", cinque presunti pusher a processo: la Procura ottiene il giudizio immediato

Già fissata la prima udienza: si comincia il 18 gennaio prossimo

Droga dello stupro: la Procura accelera, giudizio immediato per cinque. Clienti anche nella "Roma bene"
3 Minuti di Lettura
Lunedì 29 Novembre 2021, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 17:31

Droga dello stupro smerciata anche tra facoltosi clienti della "Roma bene": la Procura della capitale accelera nell'inchiesta e spinge il fascicolo processuale direttamente in aula, saltando l'udienza preliminare. Giudizio immediato, chiesto e ottenuto. Subito a giudizio i cinque presunti pusher arrestati nel settembre scorso. Il processo inizierà il 18 gennaio 2022. Tra le persone finite a giudizio anche il presunto capo del gruppo, Danny Beccaria, 32 anni.

Le ordinazioni via whatsapp

In base a quanto ricostruito dai pm la droga veniva consegnata dopo ordinazioni giunte ai trafficanti direttamente sulle chat dedicate di whatsapp. La sostanza veniva recapitata a casa, anche presso palazzi del centro storico della Capitale, con corrieri travestiti da rider anche durante il lockdown. Lo smercio tra le residenze lussuose lungo l'asse piazza Navona-piazza Venezia.

L'organizzazione e i nomi in codice

A smantellare l'organizzazione lo scorso 21 settembre sono stati i carabinieri del comando Provinciale di Roma coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Francesco Basentini. In carcere finirono in tre, tra cui lo stesso Beccaria mentre il gip aveva disposto i domiciliari per altre due persone e un obbligo di firma. L'organizzazione era divisa in due gruppi: uno si occupava di rifornire le comunità etniche fra Marconi e Monteverde Nuovo, spacciando principalmente shaboo, mentre l'altro gruppo, con a capo Beccaria, gestiva lo spaccio della Ghb, la "droga dello stupro" per i clienti italiani, disposti a spendere 7-800 euro per 100 ml di stupefacente. Gli acquirenti inviavano messaggi al pusher chiedendo la droga usando nomi in codice, tra cui 'Gilda', 'Mafalda' e 'acqua' nel caso del Ghb.

 

I clienti facoltosi 

Tra i clienti, una quindicina quelli individuati dai carabinieri, di cui otto segnalati come consumatori, a cui veniva consegnato lo stupefacente c'erano, un medico, un professore universitario, un ballerino e un istruttore di arti marziali. La consegna avveniva a domicilio per i clienti, nel periodo in cui era in vigore il 'coprifuoco' per l'emergenza Covid. L'inchiesta è scattata in seguito all'arresto di una donna cinese nell'ottobre 2020 alla stazione Termini scoperta con shaboo per un valore di 20mila euro e durante l'indagine è stata fermata una ragazza davanti palazzo Madama che si occupava anche lei di consegnare la 'droga dello stupro'.

© RIPRODUZIONE RISERVATA