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Don Pietro Sigurani, morto il parroco degli ultimi: aveva creato il ristorante dei poveri

"Venivano in tantissimi, circa 200 al giorno", racconta chi l'ha conosciuto

Don Pietro Sigurani, morto il parroco degli ultimi: aveva creato il ristorante dei poveri
3 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 19:01

La misura di don Pietro Sigurani era la carità. Fino all'ultimo, fino al momento in cui ha dovuto arrendersi alla malattia, un tumore al fegato, è rimasto al fianco dei suoi ragazzi. «L'ultima volta che è andato in giro, con la carrozzina, è stato qualche giorno prima della ricorrenza di San Pietro e Paolo. Ci ha chiesto di portarlo da loro, voleva incontrarli a tutti i costi», spiega il nipote Stefano, mentre parlando di quello zio dal cuore grande fatica a trattenere lacrime ed emozione. Senzazioni visibili nonostante la mascherina imposta dalla nuova impennata di contagi. D'altronde, gente in difficoltà, poveri, uomini e donne costretti all'indigenza, per per Don Pietro non faceva differenza. Oggi, che si è spento a 86 anni, tutti si sono ritrovati davanti alla sua porta. A porgergli l'ultimo saluto, però, non c'erano solo loro. Gli facevano compagnia, prelati, funzionari del Senato, personalità importanti. «Qui abbiamo visto passare chiunque», raccontano parenti e amici.

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L'opera di Don Sigurani

Don Sigurani è morto questa mattina, ma la sua lezione resterà a lungo impressa in chi ne ha accompagnato l'attività, prima alla chiesa della Natività, poi alla basilica di Sant'Eustachio, dove spostava i banchi della chiesa e allestiva le tavolate per dare da mangiare ai bisognosi. «Venivano in tantissimi, circa 200 al giorno, poi è arrivato anche il ristorante dei poveri di cui hanno parlato tutti», aggiunge Francesco che con Don Pietro ha condiviso una buona parte del cammino. «L'ultimo progetto, invece, riguardava il centro diurno di via di Panico», aggiunge. Un'impresa, l'ennesima, in una vita votata ad alleviare le sofferenze altrui: «Qui oltre a garantire pasti caldi, ricoveri e docce, chiunque bussa può trascorrervi l'intera giornata e da un po' di tempo era possibile frequentare corsi di italiano». Questo perché «il suo cruccio era dare qualcosa da fare alle persone, evitare prendessero vie sbagliate».

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I funerali di Don Pietro Sigurani

Mercoledì mattina alla basilica di Sant'Eustachio verrà allestita la camera ardente. Nel pomeriggio, alle 18.30, i funerali nella chiesa Sant'Andrea della Valle, poi verrà trasferito al Verano.

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