ROMA

Roma, discarica Monte Carnevale, Raggi pensa al piano B: il sito sull’Ardeatina

Domenica 12 Gennaio 2020 di Francesco Pacifico
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Duemila persone ieri a Montecarnevale per bloccare l’apertura della nuova discarica di Roma Capitale. E tra questi anche quattro consiglieri comunali grillini. Ma più che per i numeri della protesta, Virginia Raggi potrebbe fare marcia indietro se si trovasse ancora più politicamente isolata sulla scelta del sito: l’unico rimasto ad appoggiarla - di fatto - è il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti. E da Palazzo Senatorio continua a circolare la voce che, se saltasse Monte Carnevale, si ritornerebbe a guardare all’area dell’Ardeatina, alla cava di via Canestrini, nel IX Municipio, anch’esso a guida grillina.

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Un abbozzo di piano B, di exit strategy c’è, quindi. Anche se nell’ultima settimana lo staff della sindaca ha fatto sapere a quello del governatore che la strada resta quella tracciata. Proprio per questo Raggi ha mandato alla cabina di regia Comune, Città Metropolitana e Regione i pareri contrari dei suoi uffici e quello del ministero della Difesa sull’invaso che dovrebbe sorgere tra l’XI e il XII Municipio. Vuole che sia quel tavolo a chiarire che quegli atti non sono ostativi. In caso contrario, toccherà sempre agli stessi tecnici trovare un’alternativa. Una risposta dovrebbe arrivare entro martedì, cioè lo stesso giorno in cui Andrea De Priamo, capogruppo di Fratelli d’Italia in aula Giulio Cesare una mozione contro Monte Carnevale. I quattro consiglieri grillini ieri presenti alla manifestazione (Daniele Diaco, Simona Ficcardi, Eleonora Guadagno e Monica Montella) sono pronti a votarla. E tanto basta per aprire una voragine nella maggioranza.

La questione ormai è soltanto politica. La Regione, dove non sembrano entusiasti della scelta di Monte Carnevale così come del pressing del ministro Costa per prorogare la chiusura della discarica di Colleferro, fanno sapere che entro la prossima settimana va definita la localizzazione dell’invaso. E deve farlo il Comune: perché senza, è impossibile trattare con altre Regioni - Emilia-Romagna in primis - per mandare altrove i rifiuti di Roma oppure ottenere al governo procedure semplificare per velocizzare le procedure della gara, con la quale Ama vuole mandare la sua spazzatura all’estero. Sempre ieri al sit Stefano Vignaroli, presidente della commissione Ecomafie che abita non lontano da Malagrotta, oltre ad «annunciare che chiederà un’ispezione a Ispra» e che «il ministro dell’Ambiente Costa deve e può fare di più per bloccare la discarica», raccontava che «la sindaca mi ha detto di essersi sentita sola in questa vicenda». Oltre ai quattro alla manifestazione, in Consiglio sono una decina i grillini contrari a questa scelta. Diaco segnala che, «dopo aver bloccato la discarica a Monte Carnevale, bisogna aggiornare la mappa delle aree bianchi, dei possibili siti fatta ne l 2018 dalla Città Metropolitana». Montella ricorda che «la linea dei Cinquestelle è contro le discariche», Ficcardi aggiunge che «abbiamo sempre votato mozioni per la difesa della Valle Galeria. Mancanza di collegialità in maggioranza? Certo, ma i problemi vanno avanti da quanto la sindaca ha preso la delega sui rifiuti e il Consiglio si è trovato senza un assessore con il quale interfacciarsi». 
 
Tutto questo accade mentre ieri a Valle Galeria duemila persone - cinquemila per gli organizzatori gridano che «la sindaca li ha traditi». Molti i bambini presenti, che con gli adulti alla fine del sit inscenano anche un corteo funebre con tanto di bara. Sono intervenuti anche esponenti di Fratelli d’Italia, della Lega e del Pd, ma ieri a Valle Galeria a protestare c’erano soprattutto elettori grillini e i presidenti dei Municipi XII (Silvia Crescimanno) e VII (Monica Lozzi) targati M5S, con tanto di fascia di ordinanza. La prima conferma la sua minaccia di dimissioni, l’altra accusa Raggi di «aver esautorato dalla scelta il Consiglio comunale e i territori. Capisco che c’è da fronteggiare i ricatti della Regione, ma bisogna fermarsi e discutere tutti assieme un’alternativa a parti di Roma già colpite dalla presenza dei rifiuti». 

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