Roma, il rientro in ufficio di 5mila comunali. Piano per le pratiche

Accesso diretto per le certificazioni, si punta a ridurre l’iter burocratico

Il rientro in ufficio di 5mila comunali. Piano per le pratiche
di Flaminia Savelli
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Martedì 2 Novembre 2021, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 08:37

Un piano di rientro graduale e progressivo per i 5 mila impiegati comunali ancora in smart working. La tabella di marcia è già pronta ed è stata pianificata con il termine ultimo del 31 ottobre, come stabilito dal decreto ministeriale (del 14 ottobre). Dunque già da domani sono attesi nuovi rientri negli uffici dove dovranno comunque essere assicurate le misure sanitarie. Una su tutte: la regola del distanziamento. Ecco perché sul tavolo delle trattative restano ancora da fissare i termini del lavoro da remoto.

«Il piano è quello di fissare due giorni a settimana in smart working» spiega Giancarlo Cosentino, segretario generale della Cisl Fp Roma. Con una precisazione: «Il tavolo della trattativa è ancora aperto e va disciplinato nei termini e con le indicazioni ministeriali». La prima accelerata sul piano di rientro è dello scorso 15 ottobre, con lo scatto dell’obbligo del Green pass. I primi a rientrare al 100% in presenza, a rotazione per mantenere l’obbligo della distanza, sono stati i dipendenti della Pisana. In coda erano rimasti appunto i comunali che da questa mattina rientreranno dopo 20 mesi di assenza a causa della pandemia. 

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Dunque a partire dalla prossima settimana torneranno negli uffici comunali anche tutti gli addetti del “front office” che stanno ancora lavorando da remoto. A cui si sommano quelli del “back office”. Quindi: i tecnici degli uffici amministrativi dei municipi, gli addetti agli Uffici relazioni con il pubblico (Urp), gli amministrativi della Protezione Civile. Ancora: il personale con qualifica dirigenziale e organizzativa «per esigenze di controllo e coordinamento delle attivit» come si legge nella nota interna del Campidoglio in cui si precisa: «Tutte le amministrazioni devono adottare le regole del progressivo rientro del personale in presenza, nel rispetto delle vigenti misure di prevenzione del contagio iniziando dal personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti e – si legge ancora - dei dipendenti che operano nell’ambito dei settori preposti all’erogazione di servizi all’utenza senza il contatto diretto con il pubblico».Restano invece da remoto, cinque giorni su cinque, i lavoratori fragili fino al 31 dicembre, termine dello stato di emergenza sanitaria.

GLI INGRESSI

Così come per le scuole, anche per gli uffici comunali saranno previsti gli ingressi scaglionati. Pure in questo caso, la precisazione è nella nota del Campidoglio: «Per evitare l’accesso alla sede di servizio concentrando il personale in una stessa fascia oraria, ciascun direttore di struttura può individuare in relazione alla tipologia dei servizi di competenza, delle fasce temporali di entrata e di uscita». Dunque, almeno sulla carta, è tutto pronto per un lento e progressivo ritorno alla normalità. Tra turni e ingressi scaglionati. Restano da definire invece i criteri per il lavoro da remoto: «Si tratta – precisa il segretario Cosentino – degli impiegati nei servizi non a diretta presenza con gli utenti. Ma la materia e il nuovo strumento lavorativo vanno ancora disciplinati. Il tema sarà discusso nelle prossime riunioni tra segreterie sindacali e amministrazione comunale. Al momento abbiamo solo stabilito che si tratterà di due giorni a settimana e appunto, verrà attivato agli impiegati non impegnati agli sportelli con il pubblico».

APERTI AL PUBBLICO

Iter burocratici accelerati e senza filtri. Le 60 sedi del Campidoglio e dei Municipi riaprono dunque i battenti da questa mattina. Perciò dai servizi degli anagrafici, i cambi di residenza, a quelli tecnici: in caso di necessità, sarà di nuovo possibile fissare un appuntamento o recarsi nelle sede opportune. «I servizi al cittadino sono stati sempre assicurati anche durante i mesi di smart working» precisa il segretario Cosentino. Ma con il rientro dei comunali, l’assistenza sarà più agile. 

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