Roma, stretta anti-fannulloni nel contratto dei dipendenti comunali: c'è il bonus

Mercoledì 15 Maggio 2019 di Lorenzo De Cicco
Oggi in Comune funziona così: se l'ufficio in cui lavori macina risultati, anche se fai poco o pochissimo, puoi incassare fino al 90% degli extra che si sommano allo stipendio base. È quanto prevede il vecchio contratto dei 23mila dipendenti capitolini, siglato nel 2017, si premia il «lavoro di squadra», piuttosto che guardare alla produttività impiegato per impiegato. Solo il 10% del salario «accessorio» è agganciato ai risultati individuali, insomma all'apporto del singolo dipendente, a prescindere dai colleghi di scrivania. Ora le cose cambieranno. Il contributo di ogni lavoratore peserà tre volte tanto. Per i fannulloni, pare di capire, la vita sarà più complicata. Perché rischieranno di perdere fino al 30% dei bonus in busta paga, anziché soltanto il 10%.
In Campidoglio tra oggi e venerdì dovrebbe essere siglata l'intesa sul nuovo salario. Tocca aggiornare il vecchio accordo perché sono cambiate le regole nazionali: a maggio del 2018 il governo ha firmato con i sindacati il contratto nazionale del comparto funzioni locali, un corpaccione di 467mila addetti sparpagliati in comuni, regioni, ex province, camere di commercio e altri enti territoriali. Ora anche Roma ha dovuto adeguarsi.

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L'INCONTRO
Stamattina è in programma un vertice decisivo con i sindacati. Non tutti sono d'accordo con un aumento così marcato della quota «individuale» delle prestazioni, per valutare i risultati. C'è chi difende la vecchia logica del lavoro di squadra. «L'accordo ancora non c'è - dice Francesco Croce della Uil - anche se sappiamo dei paletti nazionali, che vanno osservati. Per noi l'apporto del singolo dipendente non dovrebbe pesare più del 20%, perché questo pezzo di salario è legato alla discrezionalità del dirigente chiamato a giudicare».
Il Campidoglio però sembra tirare dritto, anche perché non può correre il rischio di deragliare dai binari dell'accordo nazionale. Col rischio di contestazioni formali. O di bocciature. Si tratta quindi, fino alla firma. Attesa comunque «in settimana», trapela dalla Cisl.
Per la giunta M5S l'obiettivo è potenziare i servizi e premiare il merito, come ha già detto diverse volte Antonio De Santis, il super-assessore di Raggi con la delega a Personale, Scuola e Anagrafe. Proprio agli sportelli che rinnovano i documenti, col nuovo accordo, si tenterà di ridurre una trafila dai tempi inverosimili. Fino a quattro mesi per ottenere una nuova carta d'identità. Un'odissea che è figlia di una procedura macchinosa, da quando tre anni fa si è deciso di spostare le prenotazioni su un cervellone elettronico - al posto della cara, vecchia fila - su input del Ministero dell'Interno.

IN CODA
Il nuovo contratto introduce una figura nuova, tra i dipendenti comunali: l'«addetto al servizio di cassa». Chi insomma si occupa del pagamento di bolli e balzelli anagrafici, operazione affidata oggi agli impiegati tra una pratica e l'altra. A chi gestirà la cassa in maniera prevalente, sarà riconosciuta un'indennità di 5 euro al giorno.
Non è l'unica novità per cercare di sforbiciare le code: da giugno saranno assunti in Comune 816 dipendenti. Un centinaio abbondante - uno su otto - sarà spedito all'Anagrafe, tra chi si occuperà dei pagamenti e chi di sfornare i documenti. Con questa mossa - così si augurano in Comune - si arriverà al «raddoppio della produttività agli sportelli».
  Ultimo aggiornamento: 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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