ROMA

Diabolik, dietro l'omicidio il giallo dei telefonini criptati: impossibile estrapolare i dati

Domenica 25 Agosto 2019 di Marco De Risi
Diabolik, dietro l'omicidio il giallo dei telefonini criptati: impossibile estrapolare i dati

Il Diablo usava telefoni criptati. Apparecchi di ultima generazione dai quali è impossibile estrarre dati come le chiamate in entrata e in uscita e neanche i messaggi ricevuti e spediti. Un mistero in più per un delitto che col passare dei giorni rimane irrisolto e indecifrabile. Fabrizio Piscitelli, 53 anni, alias Diabolik, capo degli Irriducibili della Lazio, è stato ucciso la sera del 7 agosto su una panchina al parco degli Acquedotti di via Lemonia, al Tuscolano. Ecco che entra in azione un killer su commissione dalla mira infallibile: vestito da corridore, spara un solo colpo di piccolo calibro, uccidendolo all'istante. Piscitelli crolla sul terriccio con un proiettile in testa. Sono gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura ad indagare.

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LE ANALISI
I poliziotti sequestrano il cellulare di Diablo rimasto sulla panchina dell'omicidio. Sono speranzosi di trovare tracce utili per delineare almeno il contesto dell'esecuzione. Invece, non c'è niente da fare: l'apparecchio è criptato, impossibile estrapolare qualunque informazione. La storia dei cellulari protetti rende bene l'idea, qualora ce ne fosse bisogno, di un omicidio inaspettato quanto importante dal punto di vista della criminalità organizzata romana. La passione per la Lazio di Diabolik non c'entra nulla in questo mistero. C'entrano, invece, secondo gli inquirenti, i suoi rapporti annosi con banditi che hanno fatto la storia criminale romana. Come ad esempio il clan dei Senese, camorristi trapiantati a Roma ormai da più di 20 anni. Ma non solo i Senese sono entrati nel mondo criminale di Fabrizio Piscitelli monitorato anche nell'indagine Mafia Capitale: i suoi rapporti con Massimo Carminati e la banda di albanesi che oltre a tifare sugli spalti, sarebbe stata anche manovalanza criminale.
 

LA DINAMICA
Sono stati trovati tre cellulari nella disponibilità di Piscitelli: tutti criptati. E questo cambia anche l'individuazione di chi può averlo venduto al killer. Per forza qualcuno deve avere detto al sicario che avrebbe potuto trovare il capo ultrà biancoceleste su una panchina al parco. Diabolik è stato ucciso con il suo autista a fianco. L'uomo un cubano, è scappato ed è stato bloccato in mezzo al traffico dalla polizia. Può essere stato lui il basista dell'omicidio? La risposta è sempre più negativa soprattutto se l'uomo che ha chiamato il killer l'ha fatto con un telefono schermato. Gli investigatori stanno cercando di decriptare i telefonini ma non è assolutamente facile. Si tratta di cellulari che hanno una speciale applicazione che azzera qualunque operazione effettua l'apparecchio. Ma gli inquirenti continuano a lavorare notte e giorno per risolvere un omicidio eccellente. Una morte, quella do Diabolik, che per frequentazioni e modalità d'esecuzione sembra uscita da un film di spionaggio.

Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 01:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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