Roma, fugge dal Pertini: caccia a un detenuto, era in visita al pronto soccorso

Martedì 8 Ottobre 2019 di Adelaide Pierucci

Si è staccato la flebo dal braccio ed è andato via: fuggito, volatilizzato. Da domenica a mezzogiorno, al pronto soccorso dell'ospedale Pertini, si sono perse le tracce di un rapinatore detenuto in stato di arresto che era stato bloccato il giorno prima dopo una serie di scippi a Centocelle. Uno, due, tre colpi in poche ore. Vittime, donne e anziani. Lo strappo della borsetta o della catenina, un taglierino lasciato intravvedere. Il pregiudicato, instabile e violento, un romano poco più che trentenne, con precedenti per droga e furto, era stato fermato verso le tre del pomeriggio non lontano dal Parco Maria Teresa di Calcutta, su viale Palmiro Togliatti.
Appena si è ritrovato alle costole i carabinieri, per evitare l'arresto, è andato subito in escandescenze, lasciandosi andare a crisi di rabbia violente. Per contenerlo, ed evitare che potesse fare del male o procurarsi ferite, i militari dell'Arma hanno dovuto allertare immediatamente un'ambulanza che invece di trasferirlo in caserma lo ha, appunto, scortato fino all'ospedale di via dei Monti Tiburtini. Un intervento di routine, fino a quel momento. Il problema è sorto dopo. Il rapinatore fermato è stato trattenuto nelle sale del Pronto Soccorso per i controlli di rito per tutta la notte e anche la mattina successiva, mentre i medici affrontavano man mano decine di emergenze. E proprio mentre i sanitari visitavano altri pazienti nella stessa stanza, i militari addetti al piantonamento, per riguardo, sarebbero stati invitati a farsi leggermente da parte.

È bastato qualche minuto e l'arrestato si è dileguato. La caccia all'uomo è scattata immediatamente. Escluso in pochi istanti che il paziente in stato di fermo fosse stato trasferito in barella in uno dei vari reparti per altri accertamenti, gli addetti al piantonamento hanno cominciato a battere l'area dell'ospedale e a cerchi concentrici la zona. L'uomo, però, fino a ieri sera non era stato rintracciato. Sull'evasione ora indaga la procura di Roma. Il fuggitivo, un disoccupato con una sfilza di precedenti di polizia alle spalle, ora dovrà rispondere non solo dei reati di rapina e scippo che lo hanno portato alle manette, ma anche quello di evasione, quando erano già state avviate le procedure di arresto da parte del pm Giovanni Battista Bertolini.

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IL PRECEDENTE
Ad agosto un altro detenuto era riuscito ad eludere la sorveglianza e a scappare dal Pertini, dove era stato accompagnato dal carcere di Rebibbia per essere sottoposto a una visita medica. In quel caso la cattura era avvenuta sei giorni dopo in un appartamento del napoletano, a Melito. Quella di Vincenzo Sigigliano, 47 anni, arrestato in Messico ed estradato un paio di settimane prima a Roma dove avrebbe dovuto scontare sette anni di carcere per truffa, era stata una fuga da film, almeno secondo i testimoni. L'uomo, infatti, era fuggito con le manette dopo aver ingannato i medici di doversi recare un attimo in bagno. Non è escluso che il rapinatore fuggito domenica venga invitato dagli stessi familiari a costituirsi. Di certo in questi giorni, l'uomo, probabilmente in preda anche a crisi di astinenza, è apparso particolarmente violento. Nella mattinata di sabato il centralino delle forze di polizia aveva ricevuto diverse chiamate per scippi e rapine in strada commesse da lui. Una volta individuato però ha fatto del tutto per sfuggire al carcere, lasciandosi andare in scatti violenti, che avevano spinto gli operanti a chiedere l'intervento dei sanitari sul posto.
 

Ultimo aggiornamento: 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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