Daniel Guerini, scagionato l’amico alla guida: «L'auto non correva»

Daniel Guerini, scagionato l amico alla guida: «L'auto non correva»
di Camilla Mozzetti
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Sabato 10 Luglio 2021, 01:02

«Non avevo alcun dubbio, ero certa fin dall’inizio che Tiziano quella sera non stava correndo con la macchina, gli elementi emersi non fanno altro che rafforzare la mia convinzione: conosco quel ragazzo con cui mio figlio è cresciuto e gli ho sempre creduto perché non mentiva». Il 24 luglio saranno trascorsi quattro mesi dalla morte di Daniel Guerini, il giovane trequartista della Primavera della Lazio scomparso a 19 anni la notte del 24 marzo sulla Palmiro Togliatti in seguito a un terribile incidente d’auto. E oggi con un’inchiesta aperta dalla Procura per omicidio stradale e con una perizia tecnica ancora in corso arrivano delle certezze che, pur non chiarendo puntualmente la dinamica, escludono dei fattori come causa del sinistro e tendono ad alleggerire la posizione del guidatore della Smart dove viaggiava Guerini, Tiziano Rozzi, suo amico fraterno. 

Daniel Guerini, l'incidente

Nella relazione sull’incidente stradale del gruppo Prenestino (ex Casilino) della polizia locale, depositata agli atti dell’inchiesta, si legge chiaramente come l’auto su cui viaggiavano i ragazzi procedeva quella sera a una velocità «moderata» e che pertanto non sono stati ravvisati sull’asfalto segni di «frenata». Michela, la mamma di Daniel, commenta: «Per me era chiaro fin dall’inizio, mi bastavano le parole di Tiziano che, pur non ricordando nulla dell’incidente ancora oggi, ha sempre detto di non correre». Il ragazzo insieme al conducente della Mercedes Classe A, contro cui la Smart ha urtato, è finito sul registro degli indagati - come atto dovuto - ma la sua posizione a fronte anche della relazione dei vigili tenderebbe ad alleggerirsi. «Tiziano - prosegue mamma Michela - sta soffrendo molto, perché non si capacita di quanto accaduto, purtroppo non ricorda nulla ma continua a ripetere che non correva, i vigili lo hanno accertato ma io non l’ho mai messo in discussione».

 

La ricostruzione

Nel verbale della polizia locale, i caschi bianchi annotano quanto visto quella sera. E pur senza ipotizzare una causa dell’incidente tracciano la provenienza delle due auto, il punto in cui sono venute in contatto ma soprattutto escludono parlando di velocità moderata che sia stata questa la causa dell’incidente. La Mercedes e la Smart il 24 marzo «percorrevano viale Togliatti, all’altezza di via Filomusi Guelfi veniva rilevata la loro presenza dalle telecamere ivi esistenti». La Mercedes si trovata sul lato destro della corsia, la Smart al centro essendo il lato sinistro riservato al transito degli autobus.

«I due veicoli non avevano la via libera - si legge ancora nella relazione - in quanto erano preceduti nel percorso da altri due veicoli. Nei brevi frammenti del video si percepisce una velocità moderata in linea con quella degli altri veicoli percorrenti viale Togliatti. Percorsi altri 500 metri circa i due veicoli giunti a circa 20-25 metri dal palo della luce 118 vengono a collisione. Sul manto stradale non vengono rilevate tracce di frenata». Se viene esclusa la velocità cosa ha causato l’incidente? Sempre nella relazione si annota la presenza di un ammaloramento stradale a una distanza però di 30-35 metri dal punto di impatto tra i due veicoli.

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Che possano comunque essere state quelle buche, ricoperte poi a distanza di meno di 24 ore, a far deviare almeno uno dei due veicoli e a provocare poi il tamponamento? Il guidatore della Smart si potrebbe essere distratto certo, ma «L’urto si concretizzava - scrivono ancora i vigili - tra la parte posteriore sinistra del Mercedes e la parte anteriore destra della Smart», come se la prima avesse invaso la corsia centrale toccando l’auto dei ragazzi che forse ha sterzato sulla sinistra toccando i cordoli della preferenziale e perdendo poi aderenza sull’asfalto. «Sono ipotesi - conclude la mamma di Daniel - per noi possibili, di certo Tiziano non correva e questo è un dato di fatto». 
 

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