CORONAVIRUS

Roma, test sierologici, boom di richieste: uno ogni dieci minuti negli ospedali

Giovedì 28 Maggio 2020 di Alessia Marani

Appena partiti, è già boom di prenotazioni e analisi. All'ospedale San Camillo di Roma i test sierologici per capire se si sono sviluppate le immunogloboline IgC, gli anticorpi "sentinelle" del Covid-19, si fanno già speditamente: uno ogni dieci minuti, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle11 alle 17,30 (con una breve pausa pranzo) e il sabato dalle 7 alle 12,30. "E abbiamo già ricevuto tantissime richieste di prenotazioni per cui già domani (venerdì, ndr) è tutto pieno", affermano dal maxi-ospedale di Monteverde che ha potenziato in emergenza Covid il laboratorio Microbiologico. Moltissimi i romani che già da ieri hanno contattato il Recup regionale allo 069939 per chiedere di potere eseguire il test, a partire da oggi giovedì 28 maggio, in uno dei tre presidi ospedalieri autorizzati dalla Regione Lazio: oltre al San Camillo, appunto, anche il San Giovanni e il Sant'Andrea. Naturalmente, per prevenire qualsiasi assembramento all'interno degli ospedali e nelle loro sale d'attesa, ci si può sottoporre al test solo previa prenotazione e anche il responso deve essere "ritirato" dopo 24 ore via web su https://www.salutelazio.it/scarica-il-tuo-referto tramite il rilascio di credenziali al momento dell’esecuzione del prelievo. "Anche da noi - spiegano dal San Giovanni - l'adesione è alta, la tariffa stabilita dalla Regione consente a molte persone di sottoporsi al prelievo, oltretutto in una struttura pubblica con alti standard qualitativi".

Il test viene effettuato in regime privatistico alla tariffa regionale calmierata di 15,23 euro (a cui si può aggiungere un contributo tra 1 o 2,70 euro per il prelievo) con relativo pagamento esclusivamente on-line tramite pago-pa o sportelli Sisal prima della prestazione. Ma chi decide di sottoporsti volontariamente al test?
Da una prima ricognizione si tratta soprattutto di lavoratori privati e stagionali, specialmente commessi, camerieri, addetti ai banconi ma anche "padroncini" di furgoni per le consegne e tassisti, chi per sentirsi più sicuro, chi per offrire nella ricerca di un'occupazione, un elemento da aggiungere al "curriculum". 
Ma l'esame, va ricordato, non dice se si è malati di coronavirus o meno, ma può rivelare se si è venuti in contatto con la malattia, non dà quindi alcuna patente di sanità. L'eventuale risposta negativa al test non va in alcun modo interpretata come una immunità al virus. La negatività indica, con un elevato livello di probabilità, che l'organismo non è venuto a contatto con il virus SARS-CoV-2, ma non è assoluta garanzia dell'assenza di infezione da SARS-CoV-2. E l'esito negativo del test sierologico non attribuisce in alcun modo una "patente di immunità".

"In caso di risposta positiva al test sierologico si dovrà tempestivamente effettuare un tampone naso/orofaringeo per scoprire se l'infezione è attiva ovvero se si è a rischio di trasmettere l'infezione ad altri", fa sapere la Regione Lazio
che consiglia "fortemente" di sottoporsi al tampone, informando preventivamente il proprio medico di base il quale dovrà prescriverlo. Ovviamente anche per eseguire il test sierologico tramite sistema regionale ospedaliero, quindi, prenotando e mettendosi in lista d'attesa, occorre avere la prescrizione medica su ricetta bianca dematerializzata. Per effettuare il tampone, poi si andrà nelle postazioni drive-in di zona. 
L'assessorato alla Sanità ha anche pubblicato la lista degli ambulatori privati autorizzati dove i cittadini - a pagamento - potranno sottoporsi al test. Il prezzo indicato dalla Regione è quello di 15,23 euro, ma appena apparsi i test sono stati "offerti" dai privati anche a 90-100 euro. L'esecuzione dei test sierologici  si estende con l’obiettivo di fornire una mappatura utile ad una valutazione tempestiva e su larga scala della circolazione del virus, particolarmente nei soggetti asintomatici. 

 

Ultimo aggiornamento: 18:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA