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Covid, a Roma è allarme scuola. I presidi: «Aule senza aerazione, rischio cluster alla ripresa»

Lettera di Rusconi a Campidoglio e Città Metropolitana: «Finora nessuna comunicazione alle scuole». Maturità, si moltiplicano gli studenti positivi

Covid, allarme dei presidi: «Aule senza aerazione, rischio cluster alla ripresa»
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Luglio 2022, 22:46

Una missiva chiara e precisa con una richiesta semplice: «Diteci cosa pensate di fare con i sistemi di aerazione e i riscaldamenti in vista di settembre quando si tornerà in classe e il Covid-19 non sarà ancora sconfitto», scrivono Mario Rusconi e Cristina Costarelli, rispettivamente a capo dell’AssoPresidi di Roma e del Lazio, in una lettera indirizzata a Campidoglio e Città Metropolitana. L’argomento è tutt’altro che marginale o secondario: «Gli enti gestori delle scuole - spiega Rusconi - non ci hanno comunicato nessuna azione che intendono intraprendere sui lavori, ritenuti necessari anche da molti virologi, per garantire una maggiore sicurezza negli istituti e se i lavori di adeguamento e miglioramento non partono ora, in estate, quando dovrebbero partire?».

Finora questa domanda è rimasta orfana di risposta in un periodo in cui il Sars-Cov-2 torna a far alzare la curva dei contagi infettando anche molti studenti alle prese con l’Esame di Maturità. Dal liceo Cannizzaro al Pertini di Ladispoli, dal Lombardo Radice al liceo Levi e poi ancora il Kant, il Galilei, il Russel, l’Albertelli, il Vivona. Sono almeno 20 gli studenti che in queste manciate di scuole superiori sono risultati positivi al Covid e che, pertanto, non hanno potuto sostenere gli scritto dell’Esame di Stato lo scorso 22 e 23 giugno. 

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I NUMERI

Ma i casi sono molti di più perché in media - e senza allarmismi - considerati tutte le scuole superiori di Roma e provincia i positivi supererebbero le cento unità. Per loro sessione suppletiva il prossimo 6 e 7 luglio mentre gli orali quasi certamente verranno discussioni a distanza da remoto. La sessione straordinaria viene disposta ogni anno per dar modo ai ragazzi impossibilitati anche per malattia di sostenere le prove ma quest’anno ci sarà un aumento. «Ecco perché è fondamentale procedere da subito con dei piani per adeguare le scuole ad affrontare la ripresa», prosegue Cristina Costarelli che è anche dirigente del liceo Scientifico Newton. Per non rischiare «nuovi focolai» con la certezza (sconfortante) di dover lasciare aperte le finestre anche in inverno. I presidi lo chiedono da tempo: «servono interventi strutturali che rendano sicuri gli ambienti», conclude Rusconi.

 

LIBERTÀ AGLI ENTI

Campidoglio, per quanto riguardale scuola di sua competenza ovvero quelle che vanno dalle materne alle medie, e Città Metropolitana per gli istituti superiori potrebbero decidere autonomamente in base alle risorse disponibili dove e quando intervenire. «La nostra è una battaglia che portiamo avanti da mesi - conclude la Costarelli - a febbraio il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva annunciato delle linee guida sul discorso aerazione cui poi sarebbero dovute seguire delle risorse ma ad oggi non ci sono le linee guida né tanto meno fondi finalizzati quindi gli enti locali, gestori delle scuole, viaggiano in propria autonomia e ci sono nelle Marche ad esempio diversi cantieri già avviati». Ecco, la speranza per gli oltre 300 presidi è quella di riuscire ad avere delle risposte e dei lavori di adeguamento entro il prossimo autunno per evitare che la didattica possa essere ancora penalizzata dai contagi o dalle lezioni a distanza nonostante l’alto numero di studenti vaccinati ma con il rischio, sempre presente di reinfettarsi. Al fianco dei sistemi di aerazione da garantire nelle classi molti dirigenti rimarcano infine l’annoso problema degli impianti di riscaldamento, ma anche su questo fronte le risposte per cambi o sostituzioni, sono poche o non sufficienti.

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