Covid a Roma, ospedali in emergenza: tornano le tende da campo. «Servono nuovi posti letto»

Strutture sanitarie e ambulanze sotto stress. A Tor Vergata montate tre tensostrutture

Roma, emergenza negli ospedali: tornano le tende da campo. «Servono nuovi posti letto»
di Flaminia Savelli
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Martedì 11 Gennaio 2022, 22:32 - Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 15:05

Pronto soccorso intasati, ambulanze bloccate. E gli ospedali allargano la rete dei posti letto con le tende della Protezione Civile: il primo che ha inoltrato la richiesta è il policlinico Tor Vergata. Ma altri sono pronti ad adottare la stessa misura. Sono tre le nuove postazioni, allestite da sabato (8 gennaio) all’interno di un edificio adiacente e collegato da un corridoio all’ingresso principale. Una volta terminate verranno utilizzate per il pre-triage. Un ulteriore passaggio per alleggerire la pressione sulla struttura travolta dall’impennata della quarta ondata della pandemia. I nuovi positivi aumentano infatti con una media di 12 mila al giorno - ieri secondo l’ultimo bollettino regionale, sono stati 12.788 di cui 5.336 a Roma. Con i ricoveri che crescono a ritmo accelerato: sono stati 1.583 i nuovi ricoverati, 65 in più rispetto al giorno precedente e 196 i malati gravi in terapia intensiva. 

LA RETE OSPEDALIERA

Dunque le tende della Protezione Civile per smaltire l’impennata di richieste e liberare le ambulanze che in questa fase restano bloccate perché le barelle vengono utilizzate come posti letto. Ancora ieri mattina alle 12 erano 18 quelle ferme nei piazzali degli ospedali in attesa dell’equipaggiamento per ripartire. «Abbiamo bisogno di aumentare il numero dei posti letto e di accelerare in tempi brevi» conferma Adolfo Pagnanelli, direttore del pronto soccorso del policlinico Casilino. Dopo la lettera del 5 dicembre inoltrata a tutti i dirigenti sanitari da Massimo Annicchiarico, direttore della rete ospedaliera della Regione Lazio, i ricoveri sono saliti a 1800 posti. La coperta però è ancora troppo corta. «L’obiettivo è di arrivare entro pochi giorni ad almeno 2100 letti, quindi ancora 300 ricoveri per assicurare a tutti la copertura necessaria ed evitare altri rallentamenti sull’intera rete» aggiunge il direttore Pagnanelli.

Dunque intanto sono stati riaperti uno dopo l’altro i reparti Covid negli ospedali romani. Con il sistema delle aperture a “soffietto” le strutture infatti sono pronte a convertire i reparti in reparti Covid in base all’andamento dei contagi. Durante le tre ondate della pandemia il programma della rete sanitaria era arrivato fino allo scenario di massimo rischio, il 4. Era marzo 2021, poi con il serratissimo piano vaccinale la curva si è appiattita e il numero dei ricoverati è crollato liberando reparti e terapie intensive. Fino a quando la curva dei contagi ha ripreso la sua corsa: già il 5 novembre dopo il tavolo tra Regione e dirigenti sanitari, era stata inoltrata a tutti gli ospedali la direttiva «per la preparazione dello scenario di rischio 2». Quindi la variante Omicron che ha fatto scattare l’ennesimo allarme e lo scenario di rischio 4.

 

L’ACCORDO CON I PRIVATI

Con la nuova fase ospedaliera, sono stati previsti altri 241 posti di ricovero in area bianca e 51 di terapia intensiva, per arrivare a un totale rispettivamente di 1.542 unità nei reparti ordinari e di 242 in rianimazione. 
Non solo: per scongiurare il peggio, la Pisana ha già coinvolto le cliniche. Dallo scorso 2 gennaio sta trattando con i privati per allargare la rete e guadagnare fino a 600 altri posti. Infine, l’obiettivo è anche quello di tagliare tempi e pratiche burocratiche per ricoverare gli anziani nelle Rsa. Mentre continua a correre il piano vaccinale delle terze dosi e degli under 12. La fascia più colpita nelle ultime tre settimane. Un’ulteriore mossa per raffreddare la curva dei contagi.

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