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Covid, a Roma e nel Lazio morti triplicati (2.938 morti oggi, 878 ad agosto): ecco cosa accade

Covid, a Roma e nel Lazio morti triplicati (2.938 morti oggi, 878 ad agosto): ecco cosa accade
di Mauro Evangelisti
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Gennaio 2021, 12:59 - Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio, 15:19

Il 31 agosto, alla fine delle vacanze e quando si poteva fare un bilancio dei contagi e dei decessi per Covid della prima ondata, nel Lazio c'erano 878 morti a causa del coronavirus. Poco più di quattro mesi dopo, dunque con la seconda ondata ancora in corso, il bilancio è drammaticamente cambiato: i decessi per Covid sono diventati 3.816, dunque 2.938 persone nel Lazio sono decedute anche causa del Covid tra l'inizio di settembre  e i primi giorni di gennaio. Di fatto i decessi Covid nell'ultimo quadrimestre del 2020 sono più che triplicati rispetto ai primi otto mesi dell'anno. Come è possibile? Oggi il Lazio ha in media 24 morti al giorno legati al Covid, un numero altissimo. 

La mappa dei contagi nel Lazio ----> Scarica il Pdf

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Il fattore Roma

La ragione principale è che Roma e il Lazio, nella prima ondata, erano riuscite a limitare l'epidemia: è utile vedere il numero dei casi positivi, anche se va detto che nella seconda ondata si sono eseguiti molti più tamponi rispetto alla prima. Bene, fino al 31 agosto nel Lazio erano stati registrati 11.191 casi positivi; al 2 di gennaio 2021 sono diventati 166.239. In sintesi: nella seconda ondata abbiamo avuto 155mila nuovi infetti, vale a dire quattordici volte quelli della prima.

Chiaro? I decessi nella seconda ondata sono stati più che triplicati rispetto alla prima, le infezioni quattordici volte tante. Per fortuna, dunque, i morti non sono aumentati nella stessa misura dei casi positivi, perché si eseguono più tamponi e si trovano anche più asintomatici, ma un dato è indubbio: il virus sta circolando molto di più. Il lockdown totale di primavera ha fermato sul nascere la diffusione massiccia del coronavirus a Roma; nella seconda ondata, quando le misure di contenimento sono state meno rigorose perché sarebbe stato impossibile (in Italia come in qualsiasi altro Paese) continuare con il lockdwon totale per molti mesi, il virus si è diffuso molto rapidamente e, di conseguenza,  più contagiati, purtroppo, significa più decessi.

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Il tasso di letalità

Il tasso di letalità non è alto nella seconda ondata - è attorno all'1,9 per cento, vale a dire su cento persone contagiate meno di 2 muoiono - ma, come si spiega sempre, se aumenta moltissimo il numero degli infetti, di conseguenza anche quello dei decessi diventa assai (troppo) elevato. Il Lazio, tra l'altro, ha un basso tasso di letalità rispetto ad altre regioni. Nella prima ondata il tasso di letalità nel Lazio (come detto 878 morti su 11.191 infetti) era stato molto più alto: 7,8 per cento. Come è possibile? La risposta è semplice: molti casi positivi asintomatici (che oggi troviamo grazie al potenziamento del sistema dei tamponi) nella prima ondata, nel Lazio come ovunque, non erano stati testati. è possibile che nella prima ondata, confrontando i due tassi di letalità, i positivi reali siano stati almeno tre o quattro volte in più di quelli trovati.

Se questo è vero, oggi si può ipotizzare che nel Lazio vi siano almeno 200mila persone che - consapevolmente o inconsapevolmente - hanno avuto contatto con il coronavirus. Siamo attorno al 3,2 per cento della popolazione. Se, come ormai molte ricerche sostengono (ma ancora non ci sono certezze), la protezione resta a lungo, quando la campagna vaccinale avrà coperto una fetta consistente degli abitanti, dovremo aggiungere il 3.2 per cento di popolazione alla percentuale delle persone protette e questo ci aiuterà a limitare, prima, la circolazione del virus. Almeno si spera.

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