Covid e Natale, boom di domande ai medici: «Possiamo dormire dai nonni?»

Covid e Natale, boom di domande ai medici: «Possiamo dormire dai nonni?»
di Raffaella Troili
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Domenica 13 Dicembre 2020, 00:52

Non solo il dilemma veglione con o senza tampone per individuare il Covid. Per non correre a casa prima di Cenerentola dopo aver assaggiato solo il primo molte famiglie stanno - seppur piene di dubbi - pensano di restare a dormire fuori casa. Non solo quelle che hanno i propri cari in altre regioni o comuni, ma anche chi abita a Roma ma alle 22 non potrà più circolare. Lo stesso, si riproporrà, per la notte di Capodanno, «aspettiamo le 7 insieme nella stessa casa», si dicono amici di ogni età, per assicurarsi un po’ di compagnia. Ma quanto è pericoloso? Il fenomeno è confermato da Pierluigi Bartoletti segretario della Fimmg di Roma e provincia e coordinatore delle Uscar, che però è molto chiaro. «C’è chi mi chiede consiglio: “parto il 20 o il 21 e resto dai miei, faccio il tampone? ”.

Io sono dell’idea che non conviene esporre a rischi le persone anziane, ok fai il tampone rapido ma ti dà la fotografia del momento, che ne so che lavoro fai, quanto sei attento, con chi stai a contatto?». Troppe incognite. «Per quanto mi riguarda quest’anno non ci si deve proprio andare dai proprio cari anziani, le condizioni di pericolo sono insite nella festa: il nonno si scansa se il nipotino lo abbraccia o vuol restare con lui? Molti chiedono consiglio, ma io l’assoluzione non la dò, anzi avverto che stanno mettendo a rischio i genitori. Se poi decidono di rimanere a dormire il rischio cresce in modo esponenziale».

Come? «Allora, con un Natale via zoom il rischio è pari a zero, se vai a trovare i tuoi cari un paio d’ore li aiuti un poco e te ne vai il rischio sale al 50%, se ci mangi siamo all’80%, se ci mangi e ci dormi senza neanche aver fatto il tampone tocchiamo il 100%». Più chiaro di così. «Quest’anno uno può scegliere: tra Babbo Natale e il Covid». Pure il pediatra Fabio Massimo Carpita invita le famiglie alla prudenza, «vogliono fare il tampone prima di andare a cena dai genitori ma è una sicurezza parziale specie se rapido, può essere negativo perché hai ancora poca carica virale ma dopo 2 giorni chi lo sa? Chiaro poi che la pericolosità aumenta se dormono lì. Spero usino buon senso, consiglio di vedersi alle sette magari, distanziati...». Ma l’idea di restare assieme, dove c’è disponibilità di spazi avanza. Lo sa anche Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia del Campus Bio-medico di Roma. 


«NON RIPETIAMO AGOSTO»
«Ho sentito che qualcuno si sta organizzando così. Non scherziamo: abbiamo visto come ad agosto ci sono stati cluster nascosti emersi a settembre con una nuova fase dell’epidemia, se ci rimettiamo a fare assembramenti in casa, per lo più dormendo non ne usciamo. Anche se fossero familiari che comunque vivono lontano: non va fatto, altrimenti ricominciamo da capo. Per carità, libera scelta ma se c’è un dpcm va osservato e trovare l’escamotage non mi sembra produttivo, dobbiamo evitare contatti. Ce la rischiamo un’altra volta per stare una sera a far baldoria? Vale più una sera o 2 mesi di lockdown? Se la mamma anziana sta sola i figli devono proteggerla ed esser sicuri di non danneggiarla. Anche con il tampone bisogna calcolare una finestra di almeno 3 giorni prima sul molecolare, 5 sull’antigenico. Mia mamma ha 88 anni e sta a casa. Ci sono altri mezzi per salutare una persona, evitiamo viaggi e spostamenti. Anche perché non ci credo che stanno tutti distanziati a tavola con la mascherina. Peggio ancora se si dorme tutti nella stessa casa, aumenta il tempo dell’aggregazione, cresce la probabilità di rischio».

 

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