Covid Lazio, medici di base "arruolati" per aiutare i pronto soccorso: da Colleferro a Tivoli

Un medico si prepara in un reparto infettivo
di Antonio Scattoni
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Lunedì 1 Febbraio 2021, 16:16

Pochi medici nei Pronto soccorso dei cinque ospedali della Asl Rm5 e così l’azienda sanitaria "arruola" i medici di base. La situazione si è acuita con l’epidemia e l’azienda guidata dal direttore generale Giorgio Santonocito chiede aiuto ai camici bianchi che hanno già un rapporto di lavoro. All’appello hanno risposto già in tredici tra cui molti medici di famiglia. 

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Per la cittadina di Subiaco ha dato l’adesione il responsabile dell’Ucp locale (Unità di cure primarie), Luigi Gaetani che per due anni è stato anche assessore comunale alla Sanità nell’attuale amministrazione e poi si è dimesso anche da consigliere. Con questa iniziativa la Asl Rm 5 intende: «Rispondere con efficacia ed efficienza alle urgenti e straordinarie carenze di personale dei pronto soccorso aziendali». I medici seconde le indicazioni della delibera aziendale, dovranno: «Supportare le attività dei Pronto soccorso aziendali, in via prioritaria di Tivoli, Palestrina e Colleferro», ma anche quello del presidio ospedaliero di Subiaco. L’attività dei dottori si svolgerà sia nei Pronto soccorso Covid che in quelli non Covid. «Fatta esclusione per i codici in emergenza», precisa la Asl di Tivoli. 
Per ogni ora di lavoro verrà corrisposta una indennità di 40 euro lordi. E così una delle più estese aziende sanitarie della Regione con un bacino di utenza di oltre 500mila residenti e cinque ospedali: Colleferro, Monterotondo, Palestrina, Subiaco e Tivoli, per sopperire alla carenza dei camici bianchi in tempi di Covid, ha lanciato un Sos ai medici di famiglia. Al Pronto soccorso di Subiaco dovrebbe arrivare l’ex assessore ma non è detto: «Ho dato la mia adesione – conferma il dottor Gaetani – ma ho chiesto un po’ di tempo per pensarci bene, perché i turni sono di molte ore e non vorrei creare problemi alla mia attività primaria che è quella di medico di famiglia da molti anni». Il responsabile dell’Ucp dei medici di base di Subiaco conosce anche i problemi sanitari del territorio, oltre che da dottore anche da ex assessore, proprio alla sanità. «I servizi sanitari debbono dare risposte veloci con gli ambulatori - spiega Luigi Gaetani – non è possibile aspettare 6 mesi o addirittura un anno, anche in pre pandemia. Questa è l’unica struttura pubblica di un vasto territorio montano. La chirurgia poi è inesistente, bisogna riattivarla, per un appendicite non si può andare in giro per gli ospedali del Lazio». 

 


I lavori del nuovo Pronto soccorso, poi, non sono terminati, la Asl aveva assicurato la fine per il 15 gennaio e l’assessore regionale alla Sanità D’Amato, aveva annunciato un sopralluogo ai cantieri. «Non si è visto nessuno – attacca Giuseppe Lustrissimi vice presidente dell’associazione del malato Antonio Lollobrigida – il solito annuncio come quelli di Santonocito per la fine dei lavori del pronto soccorso». L’assessore regionale Alessio D’Amato fa sapere che conferma il sopralluogo ai cantieri dell’ospedale sublacense, compatibilmente con gli impegni.

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