Cortina, rissa tra romani e trevigiani: da Ponte Milvio alla Curva Nord, chi sono i giovani autori del raid

Oltre al figlio di un ex politico romano appena diciottenne, figurano volti noti tra gli ultras della Lazio

Cortina, rissa tra romani e trevigiani: da Ponte Milvio alla Curva Nord, chi sono i giovani autori del raid
di Alessia Marani
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Sabato 8 Gennaio 2022, 07:44 - Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 10:03

Prima le botte a una comitiva di ragazzi trevigiani per le strade del centro di Cortina, poi allo stadio a tifare la Lazio in Curva Nord, a Roma, il 6 gennaio come se niente fosse. Tra i giovani romani i indicati dai ragazzi di Treviso (questi ultimi tutti minorenni tranne uno) come gli autori del raid nei loro confronti, oltre al figlio di un ex politico capitolino appena diciottenne, figurano volti noti tra gli ultras biancocelesti che siedono all'Olimpico. Non capi storici ma nuove leve (che pure a Cortina sono di casa), ma pischelli che frequentano i locali di Ponte Milvio e stringono amicizia con i rampolli della borghesia romana, tutti accomunati dalla stessa fede calcistica e dalla passione per la bella vita, i locali di lusso, le auto, gli orologi, fiumi di alcol e chissà cos'altro. I trevigiani ne sono certi: «Ecco chi sono», fanno trapelare ancora chiusi nelle loro camere nella cittadina in provincia di Belluno, in quarantena perché positivi.

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«Non appena i ragazzi usciranno dall'isolamento - assicura una mamma sentita dal quotidiano Il Gazzettino - andranno dritti a presentare una denuncia formale. Ora vogliono fare credere che si sia trattato di una rissa, ma loro non hanno fatto nulla per provocare. Hanno semplicemente incrociato il passo e lo sguardo di quegli altri». Secondo il racconto dei trevigiani, i romani al grido di Forza Lazio li avrebbero rincorsi come i gatti con i topi, per i vicoli di Cortina, prendendoli a cintate e lanciandogli dietro le sedie raccolte tra i tavolini dei bar. Tutto sarebbe successo dopo la mezzanotte del primo gennaio, in perfetto stile ultras. La notte precedente, quella di Capodanno, invece, il pestaggio al Janbo. La polizia, in questo caso, sta procedendo alle indagini dal momento che il ragazzo che ha avuto la peggio, un 15enne di Roma, ha avuto una prognosi alta, di 21 giorni. Qualcuno gli avrebbe spaccato in testa un'intera champagneria causandogli un trauma e ferite profonde per cui è stato già sottoposto a una delicata operazione chirurgica a Roma.


I PROVVEDIMENTI
Le presunte aggressioni, secondo fonti investigative, sarebbero piuttosto l'epilogo di risse tra gruppi. Intanto, la Questura potrebbe prendere nelle prossime ore dei provvedimenti, o sanzioni, nei confronti della gestione nel locale teatro del primo incidente. I ragazzi indagati sarebbero rampolli della cosiddetta Roma-bene, ma il numero non è ancora definito, perché è ancora in corso la ricostruzione dell'accaduto, e la ripartizione delle competenze potrebbe rivelarsi più complessa, visto il coinvolgimento di minorenni.

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