Corso Francia, più vigili e maxi barriere: stretta contro i salta-guard rail

Domenica 29 Dicembre 2019 di Camilla Mozzetti
Alcuni ragazzi sfidano le auto attraversando Corso Francia quando il semaforo è rosso


«È priorità dell'amministrazione valutare tutte le soluzioni possibili per innalzare la sicurezza delle strade». Non ci gira intorno l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Linda Meleo, dopo la tragedia di Corso Francia in cui hanno perso la vita Gaia e Camilla 16 anni appena travolte dal Suv guidato dal ventenne Pietro Genovese ora ai domiciliari. Perché altri drammi analoghi potrebbero ripetersi ancora.
Già il presidente del XV Municipio, Stefano Simonelli, aveva suggerito per quella lunghissima arteria, che collega una parte di Roma Nord al Centro, l'adozione di barriere jersey per bloccare gli attraversamenti selvaggi. Ma il Campidoglio sta vagliando in queste ore una seconda ipotesi: innalzare i guard-rail esistenti. «Il dipartimento Lavori pubblici prosegue la Meleo sta prendendo in esame l'ipotesi di adottare dei migliorativi che nei prossimi giorni saranno vagliati dai tecnici». Ma più che l'adozione dei blocchi in cemento sembrerebbe maggiormente efficace per contrastare gli attraversamenti fuori dalle strisce pedonali e disincentivare coloro i quali provano a scavalcare le barriere lavorare sul materiale esistente e aumentarne l'altezza invece che procedere con la totale rimozione dei guard-rail a vantaggio dei jersey.
Nei prossimi giorni i tecnici capitolini inizieranno a studiare un progetto perché qualsiasi strumento deve rispondere alle normative vigenti e al codice della strada. È più che mai attuale, dunque, la possibilità di portare i livelli dei guardrail all'altezza di quelli che si vedono immettendosi su Corso Francia dal Centro. «Non lo escludiamo affatto conclude l'assessore il progetto sarà valutato dagli uffici tecnici per le analisi del caso benché molto compete alla responsabilità personale. Stiamo effettuando inoltre le verifiche sugli impianti di illuminazione dell'area, attraverso il dipartimento Simu e Acea, fermo restando che Acea è sempre attiva sull'intera città con il monitoraggio, la manutenzione e il piano qualità della luce».

Di certo in questo tratto della Capitale il fenomeno degli attraversamenti selvaggi è ormai una costante. Invece che raggiungere le strisce pedonali e aspettare il via libera dai semafori si taglia dritto e si corre lungo le carreggiate mentre le auto, soprattutto di notte quando il traffico è lontano, sfrecciano a velocità sostenute. E nell'attesa che il Campidoglio e l'assessorato ai Lavori pubblici siano pronti a mettere in pratica un piano per rendere più sicura la lunga arteria, la polizia locale è pronta a incrementare i controlli stradali nelle zone della movida, tra cui appunto l'area di Corso Francia, contigua alla Flaminia Vecchia e a Ponte Milvio.
Impossibile, tuttavia, con lo stato attuale delle risorse, poter predisporre dei presidi fissi, ad esempio, con un paio di agenti impegnati su un unico tratto. Che pure esistono a Corso Francia non lontano dal punto della tragedia dove nel gabbiotto della municipale vengono garantiti due turni di sorveglianza: dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 17.30 alle 19.30. Di sicuro c'è la promessa di impiegare maggiori pattuglie, incrementando i posti di controllo e monitorando ancor meglio il territorio soprattutto nelle ore serali. Già nel 2019 i controlli stradali dei vigili sono aumentati di quasi il 20% e le vittime sono diminuite del 16% rispetto al 2018, fanno sapere dal comando generale eppure i controlli saranno intensificati per scongiurare altre terribili tragedie. Ma serve anche l'educazione civica. Ed è per questo che la parrocchia dove venerdì si sono svolti i funerali di Gaia e Camilla ha lanciato l'idea alla polizia locale del XV gruppo Cassia, guidato da Ugo Esposito, di attivare un ciclo di incontri con i giovani per sensibilizzarli ai rischi che corrono sulle strade sia nelle vesti di pedoni che di guidatori di auto e scooter.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA