L'ex questore di Roma Tagliente: «Il Tricolore simbolo di tutti e vincolo nell'agire delle istituzioni»

Il Prefetto Francesco Tagliente, 71 anni, Questore di Rona dal 2010 al 2012
di Luca Lippera
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 21:07

«Il Tricolore, la bandiera dell'Italia, è un simbolo di tutti e anche un vincolo nell'agire delle istituzioni». Lo ricorda oggi, a poco più di un anno dall'esplosione dell'epidemia di Coronavirus, il Prefetto Francesco Tagliente, 71 anni, nato in Puglia, Questore di Roma, la Capitale, dall'agosto del 2010 al giugno del 2012. «Il Tricolore - scrive Tagliente sul quotidiano di informazione giuridica "Filidiritto" - è accolto dalla Costituzione tra i principi fondamentali (art.12). Ha primato gerarchico rispetto a ogni altro vessillo, partecipa all’assetto costituzionale, tanto da valere anche come vincolo all’agire delle istituzioni stesse e degli altri soggetti dell’ordinamento incaricati di funzioni pubbliche». La riflessione sul Tricolore, che riporta alla mente le "battaglie" sui simboli dell'Italia portate avanti dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, al Quirinale dal 1999 al 2006, morto quattro anni fa, riporta all'attenzione «l'esigenza di prevedere una sanzione per chi viola le prescrizioni previste dal Regolamento sulla disciplina dell’uso delle bandiere».

La sollecitazione al rispetto della bandiera italiana viene portata avanti da tempo dall'Ancri (Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica) che cerca di promuovere con diverse iniziative «il rispetto dei principi e dei valori «fondanti» della Repubblica con il progetto “Decoro del Tricolore”. «La bandiera e l’inno nazionale - ricorda Tagliente - sono gli elementi simbolici primari dell’identità nazionale». La Costituzione all'articolo 12 lo scrive in modo esplicito. «Il Tricolore è verde, bianco e rosso a bande verticali». L'ex Questore ricorda quanto il fatto sia tutt'altro che casuale. «I costituenti - dice - scelsero il termine “tricolore italiano” già usato da Carlo Alberto un secolo prima della nascita della Repubblica, nel famoso proclama del 23 marzo 1848, che diede avvio alla stagione dell’Indipendenza. Si riconosce in quel drappo la manifestazione plastica dell’origine stessa dell’idea di nazione, importata dalle Alpi e consegnata alla penisola da Bonaparte. Il periodo napoleonico fu certamente un dominio che ridusse l’Italia a una colonia francese, ma seppe delineare, per la prima volta dopo secoli, la prospettiva di una nazione unitaria di un esercito “italiano” sotto la bandiera tricolore La quale è uno dei simboli costituzionali del popolo e delle libertà conquistate, il quale ha accompagnato il cammino del Pese nei momenti luminosi e in quelli bui. Un principio fondamentale come la continuità territoriale dello Stato unitario, l’indipendenza, il dovere dei cittadini e delle forze armate di difenderlo». La bandiera, conclude Tagliente, è sottratta dalla «legge ordinaria ad ogni velleità». Il vilipendio a un simbolo così unificante è ovviamente puntito dal Codice Penale da quello Militare di Pace.

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