CORONAVIRUS

Covid 19, da Ardea ad Anzio le spiagge resteranno chiuse fino al 18 maggio

Giovedì 30 Aprile 2020 di Moira di Mario e Ivo Iannozzi
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Un'immagine dall'alto della costa vicina ad Anzio
Spiagge interdette su tutto il litorale sud da Pomezia a Nettuno fino al 18 maggio prossimo, ossia al termine della Fase 2. Una delusione per chi pensava ad una riapertura. Lo hanno deciso, in un incontro tenutosi in videoconferenza, i sindaci di Anzio, Nettuno, Pomezia, Ardea. Che nelle prossime ore emaneranno nuove ordinanze di conferma dei divieti disposti un mese fa, all’inizio dell’emergenza pandemia. Chi pensava di poter tornare a fare jogging o una passeggiata sulla spiaggia dovrà ricredersi e aspettare ancora qualche giorno. Anche chi pensava di fare immersione dovrà riporre muta, respiratore e bombole per non fare la fine dei due subacquei che domenica scorsa sono stati sorpresi dalla Guardia costiera a fare immersione nel tratto di mare davanti alla riserva naturale di Tor Caldara ad Anzio e multati. «È stata una decisione che ha trovato tutti d’accordo – spiega il sindaco di Anzio Candido De Angelis – perché sarebbe stato illogico che uno di noi avesse deciso di mantenere il divieto di accesso e altri sindaci no». «Abbiamo deciso di prolungare il divieto – spiega il sindaco di Nettuno Alessandro Coppola – perché occorre fare ancora la massima attenzione per non vanificare gli sforzi fatti fino ad oggi per limitare il contagio. Dopo il 18 maggio chiederemo un incontro con la Regione perché, se arriverà il via libera a tornare in spiaggia ma con delle limitazioni, non sarà semplice tenere sotto controllo gli arenili soprattutto nei mesi estivi. La Regione – continua Coppola - dovrà ascoltarci perché con i soli uomini della Polizia locale che abbiamo a disposizione e che hanno svariate incombenze, non sarà possibile tenere sotto controllo gli arenil». Fino al 18 maggio i comuni di Anzio e Nettuno hanno anche deciso di tenere ancora chiusi i parchi pubblici Rimangono off limts fino al 18 maggio anche le spiagge di Marina di Ardea, Tor San Lorenzo e Torvaianica. Gli unici che possono avvicinarsi al mare sono i gestori degli stabilimenti balneari per continuare la manutenzione. «Siamo costretti a prorogare la chiusura degli arenili – spiega il sindaco di Ardea, Mario Savarese – non abbiamo le risorse sia in termini economici che di personale per organizzare i controlli. Non si può nemmeno pensare di allargare il fronte mare per delegare il monitoraggio agli stabilimenti balneari. Sono convinto – aggiunge – che gli accessi debbano essere studiati e normati. Per questo a breve ci sarà un incontro in videoconferenza tra dell’Anci e la Regione Lazio perché noi come sindaci non abbiamo né l’autonomia, né il potere di intervenire in tal senso». La preoccupazione di Savarese è quella di dover conciliare le esigenze dei tanti cittadini reclusi da due mesi con la sicurezza sanitaria. «Penso ai bagni chimici sulle spiagge libere – conclude – avremmo bisogno di qualcuno che pensi a sanificarli ogni volta che vengono utilizzati. Chi paga questo servizio?». Da un calcolo molto approssimativo, i quattro sindaci hanno valutato che la sorveglianza sugli arenili demaniali potrebbe costare circa mezzo milione di euro a Comune. 
A Pomezia, dove il 57 per cento del litorale è caratterizzato da spiagge libere, il primo cittadino 5 Stelle Adriano Zuccalà prima della conference call con i suoi omologhi, ha voluto incontrare i balneari di Torvaianica. «Voleva suggerimenti su come affrontare il problema degli arenili demaniali – dice Marco Schiano, presidente Sib – non possiamo fare proposte finché non ci saranno indicazioni chiare dal Governo. Per il resto siamo convinti di dover fare offerte turistiche innovative che diano serenità e sicurezza ai nostri clienti. Ci stiamo già attrezzando per garantire una serie di servizi aggiuntivi e assicurare il distanziamento sociale che, giocoforza, ci farà perdere un’ampia fetta di villeggianti. Per questo abbiamo chiesto, oltre al taglio sulle imposte comunali, di prorogare i nostri orari di apertura dopo le 19 perché siamo convinti che così si possa diluire l’afflusso negli stabilimenti balneari. Non penso ad eventi serali, piuttosto alla cena sotto l’ombrellone con il cameriere che la porta direttamente dal ristorante». Anche a Fiumicino, il Comune ha incontrato i balneari: anche per le spiagge di Fregene e Focene app per le prenotazioni e distanziamento sociale.  © RIPRODUZIONE RISERVATA