CORONAVIRUS

Coronavirus, il poliziotto positivo a Roma: ricoverato al pronto soccorso e poi stato dimesso

Martedì 3 Marzo 2020 di Alessia Marani
Coronavirus, il poliziotto positivo a Roma: ricoverato al pronto soccorso era stato dimesso

Il poliziotto del commissariato di Spinaceto, periferia sud della Capitale, positivo al coronavirus ha trascorso la notte tra il 26 e il 27 febbraio nel triage del Policlinico di Tor Vergata prima di essere dimesso e rimandato a casa il giorno dopo. Per questo ieri, la direzione sanitaria e il Seresmi (Servizio Regionale Epidemiologia, Sorveglianza e controllo Malattie Infettive) hanno richiamato le 98 persone che hanno avuto accesso al pronto soccorso di Tor Vergata nei due giorni e che sono potenzialmente venute a contatto con il sovrintendente di 52 anni ora ricoverato allo Spallanzani. Di questi 15 risultano sintomatici e eventualmente saranno, sottoposti al test per il Covid19.

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​Mentre sono 6 tra medici e infermieri, un agente di polizia e due vigilantes in servizio presso l'ospedale che sono ora posti in sorveglianza sanitaria domiciliare, tutti asintomatici. Stesso percorso adottato per 5 colleghi del poliziotto con cui condivide l'ufficio. Particolare apprensione c'è per una collega che sabato ha svolto il servizio di pre-filtraggio e controllo allo stadio Olimpico in occasione di Lazio-Bologna. Comunque, gli agenti «sono tutti asintomatici - come sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato - e il loro isolamento avverrà sotto la sorveglianza della Asl competente e in accordo con il dirigente dell'ufficio sanitario provinciale della Questura di Roma». Ieri sera al policlinico anche i pazienti sono stati invitati a indossare maschere e guanti. Tutte misure di estrema precauzione perché il poliziotto per tutta la durata dell'osservazione al PTV ha indossato guanti e mascherina, così come i sanitari. Per cui il personale non è particolarmente allarmato.

UNIVERSITÀ E SCUOLA
Anche la moglie, la cognata e i due figli del poliziotto, la più grande che frequenta il primo anno di Informatica all'Università La Sapienza e il più piccolo che studia al liceo Pascal di Pomezia, sono contagiati. Dunque, da ieri è stato sospeso il corso A-L seguito dallo studente universitario e le aule bonificate, mentre il liceo è stato chiuso. Sono stati sanificati anche i locali del commissariato che ieri è rimasto chiuso al pubblico e che oggi riaprirà. I medici della Questura hanno parlato con gli agenti e garantito tutta l'assistenza necessaria. Il sovrintendente era assente dal lavoro per malattia dal 25 febbraio. Abita con la famiglia sul litorale, a Torvajanica. Si sente male e il 26 si reca al S. Anna di Pomezia. Prima avrebbe anche chiamato il numero dell'emergenza, ma in tutta risposta gli è stato detto che i suoi sintomi non erano riconducibili al Covid19. «Mio marito - ha detto la moglie infuriata ad amici e colleghi - è stato rimbalzato da un ospedale all'altro. Eppure aveva la tosse, il mal di gola e la febbre alta. Non è possibile che ora ci ritroviamo tutti in queste condizioni». Al S. Anna gli dicono di rivolgersi al policlinico, poiché loro non sono «attrezzati».
 


POLEMICA SUI TEST
L'agente allora va a Tor Vergata dove rimane nel pomeriggio e dove passa la notte nel pronto soccorso. Nel frattempo viene sottoposto a esami clinici e radiologici. Fonti ospedaliere sostengono che il giorno successivo è stato richiesto il test allo Spallanzani ma che sarebbe stato rifiutato in quanto non vi erano i presupposti. Al policlinico avrebbero voluto farlo loro il test, c'è un reparto di Malattie Infettive, ma non sono delegati, «così si è perso tempo». Il contatto dell'agente con una persona proveniente dalla Lombardia, del resto non sarebbe emerso subito. Il 27, dunque, l'agente viene dimesso e torna a casa. Solo il sabato, quando le sue condizioni di salute si aggravano e va al Gemelli, viene mandato allo Spallanzani.

Il contatto non era evidente perché avuto con una persona che è stata in Lombardia. Ieri, intanto, sono stati raggiunti telefonicamente dalla Asl Roma 6 tutti i ragazzi, i genitori e gli insegnanti della III C dell'istituto Pascal. Sono tutti asintomatici e sono in sorveglianza domiciliare. È stato, inoltre, contattato il maestro di pianoforte anche lui asintomatico e in sorveglianza domiciliare. Gli operatori della Asl continuano a lavorare per rintracciare tutti i contatti stretti del nucleo familiare. Il ministero della Salute e lo Spallanzani ribadiscono l'appello affinché in presenza di sintomi e di un link epidemiologico è sconsigliato recarsi ai pronto soccorso, ma è necessario chiamare il numero verde 800.118.800. Ieri la segreteria provinciale del Coisp, a cui l'agente è iscritto, era in contatto con il collega: «È provato ma confidiamo in una sua guarigione», dice il segretario generale Domenico Pianese. «Il Covid-19 colpisce i poliziotti come i cittadini, non siamo immuni - afferma Stefano Paoloni del Sap - l'importante è che siano adottate tutte le cautele perché in servizio non ci siano contagi».

Ultimo aggiornamento: 16:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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