CORONAVIRUS

Coronavirus Roma, a Villa Borghese controlli light. Mamme e anziani con i bimbi: «Prendiamo solo un po’ d’aria»

Domenica 15 Marzo 2020 di Francesco Pacifico
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Non ci saranno state le resse tipiche del week-end, ma anche ieri, con l’emergenza coronavirus che non ha ancora toccato il suo picco nel Lazio, i romani hanno fatto capolino a Villa Borghese. E poco hanno potuto i controlli (in verità meno ferrei del previsto) di polizia locale e delle altre forze di polizia per tenerli a casa. Villa Borghese è l’unico grande parco rimasto aperto in città, dove le madri possono portare i loro figli a prendere una boccata d’aria. Non è stato compreso - visti i tanti accessi senza cancellate e il passaggio di ambulanze e autobus - nell’ordinanza del Campidoglio, che sabato sera ha chiuso ville e aree giochi recintate. E senza una motivazione essenziale - di lavoro o per ragioni mediche - ecco ragazzi “liberi” dalla scuola, gente a passeggio con il cane, anziani a leggere il giornale e soprattutto tanti runner tra i prati e i viali. Solo la pioggia verso l’ora di pranzo ha frenato il viavai. 
 

Le norme del decreto “io resto a casa” non impediscono la passeggiata all’aperto, anche se tutti gli esperti, compresi quelli del governo, hanno detto chiaramente che si deve uscire solo per lo stretto necessario. Le forze dell’ordine, in ogni caso, hanno potuto fare poco, se non evitare gli assembramenti. In tutte le ore della giornata - tra vigili urbani, polizia e carabinieri - c’erano almeno 5 autopattuglie a girare per la struttura. Ma i controlli, viste le disposizioni nazionali, sono stati molto labili: gli agenti fermavano gli avventori, chiedevano la motivazione della loro presenza a Villa Borghese - spesso senza esporre l’autocertificazione - ma quando si rispondeva loro che «si è qui per fare una passeggiata» o si spiegava «di abitare in zona», veniva spazzato via anche lo spettro della sanzione.

Dal corpo di polizia locale si fa sapere che ieri non si registrate «anomalie», nonostante i tanti controlli (13mila soltanto venerdì in tutta Roma con 11 sanzioni elevate). Eppure questo non ha impedito un superlavoro agli agenti. Una pattuglia di vigili ha dovuto ricorrere una signora che stava facendo jogging e non si è fermata allo stop. Un’altra pattuglia ha dovuto sopportare la ramanzina di un anziano, che gli ha sbraitato contro: «Un parco va lasciato aperto, se no perdiamo le nostre libertà». E non si è calmato neppure quando i due caschi bianchi hanno spiegato: «Si vuole solo preservare la salute pubblica».
 
Più in generale, i romani ieri a villa Borghese, come Luigi, sanno «che starebbe meglio stare in casa, ma chi ce la fa?». Luca, runner nel week-end, «aggiunge che basta mantenere la distanza anche quando si corre e che non è meno rischioso dell’andare a fare la spesa al supermercato». Due ragazzi che fanno pentathlon a livello agonistico, giurano che «ormai ci vediamo con i nostri amici soltanto in video conferenza». Mentre una coppia di fidanzati, che scendeva verso piazzale Flaminio, ha ammesso di aver risposto ai vigili, quando gli consigliavano di tornarsene a casa: «Che cosa cambia se stiamo qui o nel soggiorno della nostra abitazione?».
Da registrare poi, sulla terrazza del Pincio, la presenza di Andrea Valentini, cantante di strada che è da poco rientrato da Nizza: «Ho scritto una canzone per spingere la gente ad amare Roma. Quanti soldi ho fatto? Zero, però ho conosciuto due ragazze spagnole».

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