CORONAVIRUS

Coronavirus, a Roma disdette record di hotel e ristoranti. E Il Campidoglio riduce la Ztl

Venerdì 6 Marzo 2020 di Alessandra Camilletti
A Roma disdette record di hotel e ristoranti. E Il Campidoglio riduce la Ztl

Ztl Centro più leggera contro l'emergenza coronavirus. Dalle 6.30 alle 14, invece che alle 18, almeno per un po'. Il Campidoglio raccoglie l'istanza dei commercianti del centro storico. L'obiettivo è agevolare l'accesso dei romani in Centro, un po' per contrastare le piazze deserte e un po' per garantire spostamenti più sicuri. Si dovrebbe partire lunedì, oggi forse l'ordinanza. La definizione di una rimodulazione degli orari è arrivata nel pomeriggio di ieri, quando è tornato a riunirsi il Coc, affrontando le conseguenze anche economiche, devastanti, del coronavirus sulla Capitale. Una rimodulazione della Ztl potrebbe aiutare, ad «evitare che la crisi del commercio, della ristorazione e del turismo, già grave, diventi irrecuperabile», sottolinea David Sermoneta, presidente Confcommercio Centro di Roma. Si calcolano 3,5 milioni di mancati incassi al giorno solo per i pubblici esercizi (meno 70 per cento), la zona che su tutte vive di turismo. Da martedì scorso, giorno in cui nella Capitale è scattato l'allarme, i negozi stanno registrando il calo del 40 per cento degli incassi.

Coronavirus a Roma, contagio in corsia: un morto. Altri 14 casi positivi

Coronavirus a Roma, contagio al San Giovanni: pazienti da trasferire
 

 

LA PROPOSTA
Così Confcommercio chiede anche una liberalizzazione degli sconti. Un'istanza che verrà portata martedì al tavolo permanente con la sindaca Raggi (il Comune si dice già disponibile) e poi in Regione, spiega il direttore di Confcommercio, Pietro Farina, perché possa «farsi promotrice in Conferenza Stato-Regioni della richiesta di liberalizzare le vendite promozionali». A Trevi, da giovedì a domenica prossimi, i ristoratori storici lanceranno quattro giorni di specialità a prezzi speciali. Chef, ristoratori e direttori di alberghi di lusso fanno rete aderendo alla campagna video #AncheRomaNonSiFerma, per invertire la tendenza negativa.

I NUMERI
Per Italia-Inghilterra di rugby, prevista (e ora cancellata) il 14 marzo all'Olimpico, era previsto l'arrivo di 35mila inglesi. «Tra pernottamento, ristoranti, bar e negozi possiamo calcolare una perdita tra i 10 e i 15 milioni di euro», sottolinea Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi. Sfumata anche la maratona del 29 marzo, evento che storicamente produce un indotto di 30 milioni. «Ogni giorno che passa è sempre più critico, i negozi sono vuoti - dice Valter Giammaria, presidente Confesercenti - Hanno problemi gli hotel, i ristoranti e i bar, ma anche i taxi. Ci sono già annunci di licenziamenti e di ristrutturazioni aziendali». A rischio gli hotel. «Dal 25 sono crollate le prenotazioni del 90 per cento per marzo e ora si comincia con aprile - riepiloga Roscioli - Il mercato americano, che rappresenta più del 20 per cento dei turisti, sta cancellando le prenotazioni fino a settembre e ottobre». Il Campidoglio ha calcolato in quattro mesi un danno di 800 milioni tra hotel e pubblici esercizi, sempre che l'emergenza termini entro giugno. Roscioli, nella sua stima, aveva messo in conto anche la cancellazione dei grandi eventi, poi decisa ieri: «In sei, sette mesi gli hotel perderanno tra i 500 e gli 800 milioni. Non era mai successo che a Roma mancassero in contemporanea il mercato del turismo e quello leisure». Le conseguenze rischiano di essere devastanti, aggiunge Roscioli: «Ho sentore che molti alberghi chiuderanno, magari temporaneamente. Viene meno la sostenibilità». Le associazioni si sono ritrovate anche ieri. «Prima o poi finirà - dice Antonio Fainella, direttore Confartigianato - e già da ora è necessario mettere in campo le risorse per il rilancio, per recuperare quanto perduto».
Uno dei problemi è la liquidità. Un esempio? Raffaella Scarano, amministratrice delegata di una società che a Roma offre servizi ai turisti, segnala la cancellazione del 90 per cento delle prenotazioni, con un ulteriore risvolto. «Con la prevendita noi paghiamo al concessionario l'intero ammontare del biglietto. Con il crollo degli acquisti da parte dei turisti, registriamo una perdita del cento per cento», spiega Scarano citando gli ingressi al Colosseo, e spiegando che il problema è già stato presentato a Mibact e Comune, per ottenere rimborsi.
Immagini mai viste a Roma. Al punto che una desolante piazza di Spagna ieri è diventata occasione per uno scambio di palleggi, da parte di alcuni tassisti.

Ultimo aggiornamento: 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA